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mercoledì 8 giugno 2016

Katherine Jane Boodman [INTERVISTA:50 SFUMATURE D'AUTORE]



1-Grazie per aver accettato l’intervista. Possiamo darti del tu?
È  un piacere essere qui con voi, grazie per avermi accolta in questo vostro spazio. Datemi pure del tu, sono una persona che ama la semplicità.
2-Spiegaci chi sei, che lavoro fai, cosa ami fare nella tua vita?
Tutta la mia vita si può riassumere con la parola “libri”. Scrivo libri, leggo libri e adoro  parlare di libri. È il mio mondo, il mio universo, sono perennemente immersa tra le pagine macchiate d’inchiostro e ne esco solo a malincuore.
3-Dicono che i colori rivelano il carattere di una persona. Qual è il tuo colore preferito, e cosa può dirci di te?
Il mio colore preferito varia a seconda del mio umore, oggi è il verde, perché dalla finestra del mio studio si vede un magnifico prato baciato dal sole di inizio primavera. Sono una persona che ama particolarmente la natura, mi piace perdermi tra gli alberi e l’erba, magari con un libro in mano. Sono piuttosto solitaria e amo la notte, il momento migliore per leggere e scrivere.
4-Tre aggettivi per descriverti
Sognatrice, frizzante e dispettosa.
5-Come dicono di te gli altri?
Che sono una persona solare, che ama ridere e fare degli scherzi, ma che sono sempre con la testa fra i libri.
6-Il giorno più bello della tua vita?
Per ora, il giorno più bello della mia vita è quando ho trovato in campagna un piccolo pappagallino che è poi divenuto il mio migliore amico.
7-Una cosa che ti rende felice?
Facile, leggere! E passeggiare per giardini immaginandomi tra le pagine di Orgoglio e pregiudizio.
8-Tre persone che stimi?
Tiziano Terzani per il suo modo realistico e spirituale di vedere il mondo. Jane Austen, per il suo non sentirsi mai inferiore a nessuno. Shakespeare per il modo in cui sapeva governare le parole.
9-Sei mai stato deluso/a?
La vita è una gran delusione, non si può non rimanere scottati. L’importante è avere un’ottima pomata contro le ustioni.
10-Hai tatuaggi?
No, ma ne vorrei uno.
11-Cos’è per te la  scrittura?
È un modo per affrontare la vita, è il mio antistress preferito, è la droga che mi aiuta ad evadere, è ciò di cui ho bisogno per sopportare la realtà.
12- A quali scrittori ti ispiri?
Vorrei scrivere bene come la Austen, vorrei avere grandi idee come la Rowling e vorrei essere immortale come Shakespeare.
13-Quando scrivi di notte o di giorno?
Rigorosamente di notte. Il silenzio mi aiuto a sprofondare meglio tra i miei pensieri.
14-Ti definisci una scrittrice impulsiva o riflessiva?
Impulsiva nello scrivere la storia, la metto su carta molto velocemente, ma poi, mi capita di rileggere il mio scritto anche per mesi, di continuo, fino a quando, non mi soddisfa pienamente.
15-Scrivi a mano o al computer?
Preferisco scrivere a mano la prima bozza, poi la riscrivo a computer, cambiando o aggiungendo parti.
16-Quando hai scritto il tuo primo libro?
Alle elementari, era una storia di una maestra che faceva le pernacchie. La mia insegnante di italiano, dopo che ebbi finito di scrivere e disegnare il testo, prese i fogli e me li cucì assieme per formare il libro. Non so dove sia finito, ma ne serbo ancora il ricordo.
17-Da piccola volevi fare la scrittrice?
La letteratura è sempre stato il mio mondo, scrivevo e leggevo sempre. Ideavo nuove favole e racconti in pochissimo tempo. Tra i libri stavo bene, quindi sì, ho sempre voluto fare la scrittrice.
18-Pensi che la scrittura possa trasformarsi in un lavoro?
Lo vorrei tanto, più che per guadagnare soldi, per poter far sognare i lettori con le mie storie.
19-Per scrivere ti preparo una scaletta? Se si poi la segui?
No, scrivo seguendo unicamente le mie idee, non ho scaletti, ma solo tanti episodi da legare assieme.
20-Scrivi in ordine cronologico?
Sì, perché se no mi perderei!
21-Hai un luogo in particolare dove ami scrivere?
Nel mio studio o nella mia stanza, i due posti dove c’è più silenzio in casa mia.
22-Parlaci dei tuoi libri/libro?
 “Un istante di noi” è un romanzo che si basa sulla storia di due sorelle e dei loro problemi in amore. Gestiscono una pasticcera e quando non litigano, si mettono d’impegno per conquistare gli uomini dei loro sogni. “I pedoni danzanti” è invece un fantasy, ambientato in un regno dove da decenni è in atto una guerra tra due fratelli. Isabella, la piccola protagonista del libro, finirà proprio in questo regno e qui vivrà fantastiche avventure.
23-Il tuo libro/libri sono auto pubblicati o editi?
Auto pubblicati, ma se un editore mi facesse una buona offerta, potrei accettarla.
24-Cosa pensi dei self?
Alcuni sono veramente bravi, ed è un piacere leggerli, altri, si vedono che scrivono tanto per. Il self è un’ottima opportunità per coloro che hanno sempre sognato di scrivere, ma non si dovrebbe abusare di questo mezzo. Se il tuo sogno non è quello di essere uno scritto, ma scrivi tanto per provare, allora non farlo, non è gioco, per molto è un sogno.
25-Cosa pensi di  chi paga per farsi pubblicare?
Che non crede in sé stesso e che è molto ingenuo.
26-Per pubblicare con una grande CE serve avere delle conoscenze o ci si può arrivare solo con le proprie forze?
Basta avere l’opera giusta. Se vende bene, allora le CE ti noteranno, il libro è l’unico mezzo per riuscire ad avere un contratto con un editore.
27- Ami i social network? Per un autore sono croce o delizia?
Sono sicuramente un mezzo fantastico per farsi pubblicità, ma si devono seguire le pagine giuste.
28- Com’è il tuo rapporto con i lettori?
Io mi tengo un po’ nell’ombra, voglio che si concentrino sull’opera più che su di me, scrittore.
29- Una domanda un po’ peperina, se una grossa casa editrice ti contattasse perché interessata a pubblicare qualcosa di tuo, ancora inedito, e ti dicesse che però dovresti stravolgere il tuo lavoro e fare un po’ come vogliono loro per riuscire a vendere più copie, tu accetteresti?
Se quello stravolgimento renderebbe migliore il mio libro sì, se invece lo renderebbe un libro fotocopia di quelli che si vedono tanto pubblicati ora, no.
30- Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione del tuo libro?
L’ottenere delle recensioni. Le persone comprano e leggono, ma evitano di lasciare un commento. Oppure i blog segnalano i libri ma pochi li recensiscono. Un commento vale molto di più di qualsiasi pubblicità.
31- Quanto è importante secondo te la promozione per il successo di un libro?
All’inizio è importantissima, ma una volta avviato il libro, è pressoché inutile.
32-Cosa consigli ad una persona che si affaccia nel mondo della scrittura?
Se lo vuole fare perché è il suo sogno, allora tenti, ma se è solo una voglia, allora lasci perdere.  Ad ognuno il suo mestiere e i suoi sogni.
33-Cosa o chi ha ispirato la storia che hai scritto?
“Un istante di noi” è stato ispirato da mia sorella e “I pedoni danzanti” da alcuni sogni.
34- I personaggi sono reali o inventati?
Alcuni reali, altri inventati.
35-Chi ti ha sostenuto in quest’avventura?
Mi sostengo da me. Mio è il sogno, mia è l’avventura. Come ho detto, sono una persona piuttosto solitaria.
36--Ultimo libro letto?
Dieci piccoli indiani di A. Christie
37-Che genere leggi?
Di tutto e di più, ma preferisco i classici.
38-Da cosa scegli un nuovo romanzo da leggere, non so copertina, trama, autore ecc.?
Dalle recensioni che ne hanno fatto e dai consigli degli amici. Se sono in libreria, mi lascio invece attrarre dalle copertine.
39-A quale autori non sai rinunciare?
L’Austen è l’unica di cui ho letto tutti i libri.
40- Di cosa hai paura?
Della vita.
41-Dove vorresti vivere?
Vienna.
42-Hai altri hobby oltre la scrittura?
Il giardinaggio.
43-Qual è il tuo sogno più grande?
Una libreria alla  Bella e la Bestia.
44-Ti piacciono gli animali?
Certo!
45-Credi nella magia e nel paranormale?
Nella magia sì, ma non troppo nei fantasmi.
46-Come ti immagini tra vent'anni?
Sposata e con un nuovo libro tra le mani.
47-Libro preferito ed autore preferito? Perchè?
Orgoglio e pregiudizio della Austen, perché mi ha insegnato ad andare oltre le prime impressioni e a lasciare da parte i pregiudizi.
48-A che età ha iniziato a leggere? E con quale libro?
Ho iniziato con i Topolino in prima elementare.
49-Progetti per il futuro?Un nuovo libro nel cassetto?
Sto già lavorando a un nuovo fantasy.
50-Che consiglio daresti agli autori che stanno leggendo questa intervista?
Di leggere sempre di più! I libri fanno bene alla mente ma anche al cuore.



Grazie a Katherine Jane per l'intervista!


-

Domenico Andrea Schiuma [INTERVISTA 50 SFUMATURE D'AUTORE]

1-Grazie per aver accettato l’intervista. Possiamo darti del tu?
Certo che potete darmi del tu.


2-Spiegaci chi sei, che lavoro fai, cosa ami fare nella tua vita?
Mi chiamo Domenico Andrea Schiuma, ho 20 anni e attualmente studio Scienze Politiche all'Università di Bari. Il mio sogno è quello di diventare giornalista. Attualmente scrivo per qualche testata online, la strada è ancora lunga ma non mi demoralizzo. Adoro leggere, scrivere, suonare la chitarra, viaggiare e collezionare sfere di vetro come souvenir dei miei viaggi.


3-Dicono che i colori rivelano il carattere di una persona. Qual è il tuo colore preferito, e cosa può dirci di te?
Il mio colore preferito è il blu. Non saprei dire bene perché: forse perché non è un colore né troppo chiaro né troppo scuro.


4-Tre aggettivi per descriverti
Questa domanda mi mette sempre in difficoltà. Credo di essere un po'lunatico, ma pronto ad ascoltare gli altri e volitivo.


5-Cosa dicono di te gli altri?
Mi piacerebbe saperlo.


6-Il giorno più bello della tua vita?
3 novembre 2012. Il giorno prima ero a Roma con degli amici. Avevamo girato a piedi tutta la mattina; poi eravamo andati a pranzare in un Burger King, erano le 16. Io non ci vedevo più dalla fame. Divorai il "pranzo" in cinque minuti. Poi stetti male tutto il pomeriggio, e poco ci mancò che non vomitassi all'interno di una chiesa davanti a un quadro di Caravaggio. Bella premessa, eh? Ma non posso dire cosa è successo nelle ore successive.


7-Una cosa che ti rende felice?
Far ridere le persone che amo.


8-Tre persone che stimi?
Ce ne sono più di tre, non vorrei far torto a nessuno dovendo scegliere.


9-Sei mai stato deluso/a?
Certamente.


10-Hai tatuaggi?
No. Per due motivi: ho troppa paura di qualsiasi forma di dolore fisico, e con un tatuaggio mi sembrerebbe di sporcare il mio corpo.


11-Cos’è per te la scrittura?
Prima di tutto è un piacevolissimo passatempo. Non sono d'accordo con quegli autori secondo i quali scrivere è un "dovere morale", con un obiettivo educativo. Poi è un modo attraverso il quale esprimere una parte di me stesso.


12- A quali scrittori ti ispiri?
Dipende anche da quello che voglio scrivere. Ho sempre ammirato tantissimo Gabriel Garcia Marquez, ma ultimamente mi ha ispirato molto un romanzo di Giulia Carcasi, "Io sono di legno".


13-Quando scrivi di notte o di giorno?
Dipende un po'dai periodi. Quando sono impegnato con l'università scrivo la sera, prima di andare a dormire. Quando ho più tempo libero scrivo quando voglio.


14-Ti definisci uno scrittore impulsivo o riflessivo?
Impulsivo in fase di scrittura, riflessivo in fase di rilettura.


15-Scrivi a mano o al computer?
Di solito scrivo al computer. Il romanzo che sto scrivendo attualmente, però, lo sto scrivendo a mano con una penna che mi ha regalato la mia ragazza: gliel'avevo promesso.


16-Quando hai scritto il tuo primo libro?
Il primo libro (che fortunatamente non ha mai visto la luce) l'ho scritto quando avevo 17 anni. 


17-Da piccolo volevi fare lo scrittore?
No. Da piccolo avrei voluto fare l'archeologo. La passione per la scrittura mi è venuta alle medie.


18-Pensi che la scrittura possa trasformarsi in un lavoro?
Me lo auguro.


19-Per scrivere ti preparo una scaletta? Se si poi la segui?
Una scaletta solo mentale, non scritta. Poi ovviamente cerco di seguirla, ma sono abbastanza elastico con me stesso.


20-Scrivi in ordine cronologico?
No, anzi.


21-Hai un luogo in particolare dove ami scrivere?
Nulla in particolare.


22-Parlaci dei tuoi libri/libro?
Il mio libro, "Facemmo l'amore una notte di maggio", narra la storia di un uomo che dopo la morte della madre si allontana dalla casa materna per superare il lutto. L'uomo si chiama Nicola. Nicola ha vissuto un'infanzia difficile: suo padre è scappato di casa quando lui era piccolino, e Nicola ha anche sviluppato una strana mania, quella di origliare le storie e le conversazioni degli altri. Quando arriva a Bari, il protagonista conosce, proprio origliando due ragazzi, Natalia, una giovane attrice impegnata in una rappresentazione dell'Amleto di Shakespeare nel ruolo di Ofelia. Natalia è stata da poco lasciata dal suo ragazzo, Lorenzo, apparentemente senza alcun motivo, e si confida col suo migliore amico, Federico, per cercare di comprendere la scelta di Lorenzo. Nicola si innamora di Natalia origliando la sua storia, ma rimarrà anche coinvolto nella sparizione di un uomo da un paese della provincia di Bari.

 Credo che questo romanzo possa piacere a coloro che cercano storie originali, dense soprattutto di nostalgia e seconde possibilità.

23-Il tuo libro/libri sono auto pubblicati o editi?
Il mio libro è pubblicato da Lettere Animate.


24-Cosa pensi dei self?
Che al giorno d'oggi può rappresentare una scelta di successo.


25-Cosa pensi di chi paga per farsi pubblicare?
Che sono liberi di farlo, ma devono essere consapevoli che la loro opera non giungerà mai al grande pubblico, e che verrà vista negativamente già solo per la modalità di pubblicazione.


26-Per pubblicare con una grande CE serve avere delle conoscenze o ci si può arrivare solo con le proprie forze?
C'è gente che c'è riuscita solo con le proprie forze. Ergo, non sempre la "spintarella" è necessaria.


27- Ami i social network? Per un autore sono croce o delizia?
I social network in generale mi piacciono. Non apprezzo, però, l'uso distorto che alcuni individui ne fanno. Per un autore possono essere sia una croce che una delizia: dipende da come va la promozione.


28- Com’è il tuo rapporto con i lettori?
Mi piacerebbe averne di più, per poter rispondere a questa domanda.


29- Una domanda un po’ peperina, se una grossa casa editrice ti contattasse perché interessata a pubblicare qualcosa di tuo, ancora inedito, e ti dicesse che però dovresti stravolgere il tuo lavoro e fare un po’ come vogliono loro per riuscire a vendere più copie, tu accetteresti?
La possibilità di pubblicare con una grossa casa editrice è troppo ghiotta per poterla rifiutare. In una situazione di questo genere credo che accetterei, poi, da bravo studente di Scienze Politiche, agirei con diplomazia per non far stravolgere le parti che a me sembrano meglio riuscite.


30- Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione del tuo libro?
Prima di tutto il genere del libro. Il mio è un romanzo di narrativa contemporanea, non ha un pubblico prestabilito di per sé interessato al genere: bisogna faticosamente trovarlo. E poi c'è anche da dire che i lettori sono molto affezionati alle grosse case editrici e concentrano là la loro attenzione. Per un esordiente farsi notare quando non è pubblicato da una grossa CE è estremamente complesso.


31- Quanto è importante secondo te la promozione per il successo di un libro?
Direi che è la cosa più importante.


32-Cosa consigli ad una persona che si affaccia nel mondo della scrittura?
Di non fidarsi dei ragazzi di 20 anni che credono di poter dare consigli.


33-Cosa o chi ha ispirato la storia che hai scritto?
Ero in una pizzeria in compagnia di amici. Ci stavamo divertendo. Poi è arrivato il classico momento imbarazzante in cui nessuno sa che cosa dire. In quell'istante io mi sono concentrato sul tavolo affianco al nostro. C'erano due donne: avranno avuto circa trent'anni, e parlavano d'amore. Allora mi sono chiesto:"Come dev'essere la vita di un uomo che passa la propria esistenza ad ascoltare unicamente le storie degli altri?"


34- I personaggi sono reali o inventati?
Tutti inventati. Ma in alcuni di essi si celano tratti di persone di mia conoscenza.


35-Chi ti ha sostenuto in quest’avventura?
Sarò banale ma devo dire la verità: la mia ragazza e i miei genitori.


36--Ultimo libro letto?
"L'idiota", di Dostoevskij.


37-Che genere leggi?
Di solito non mi pongo limiti di generi nelle letture, ma, paradossalmente, devo ammettere di preferire la narrativa non di genere.


38-Da cosa scegli un nuovo romanzo da leggere, non so copertina, trama, autore ecc.?
Di solito, quando arrivo in libreria, inizio a passeggiare fra gli scaffali. Poi vedo una copertina che attrae. Prendo il libro, leggo la quarta di copertina. Se la quarta mi convince, leggo le prime due pagine del romanzo; e se anche queste sono di mio gradimento, allora acquisto l'opera.


39-A quale autori non sai rinunciare?
Fra i "classici" ammetto di avere un debole per Dostoevskij e Gabriel Garcia Marquez. Fra i contemporanei mi piacciono molto Erri De Luca e Gianrico Carofiglio.


40- Di cosa hai paura?
Prima di tutto del dolore fisico. Lo so, può sembrare una stupidaggine e magari lo è, ma è uno dei miei timori più grandi. Poi ho paura di non essere in grado di mantenere gli impegni che ho preso, con gli altri e soprattutto con me stesso.


41-Dove vorresti vivere?
Mi piacerebbe vivere a Ginevra.


42-Hai altri hobby oltre la scrittura?
Ovvio! Suono chitarra classica (non più come un tempo, però, a causa degli impegni quotidiani), vado in palestra, mi piacciono il cinema e le serie tv, quando ho un po'di tempo libero mi guardo un film o una serie.


43-Qual è il tuo sogno più grande?
Diventare giornalista.


44-Ti piacciono gli animali?
Molto, anche se purtroppo non ne ho mai avuto uno. Adoro in particolar modo i gatti e... le meduse, anche se non sono affatto animali domestici. Le trovo meravigliose, sono organismi così complessi e delicati. Infatti uno dei miei prossimi progetti letterari verte proprio sulle meduse.


45-Credi nella magia e nel paranormale?
Rispondo con una citazione di uno dei miei film preferiti:"È solo un trucco, dopotutto".


46-Come ti immagini tra vent'anni?
Non so come sarò fra vent'anni, ma di certo so come non voglio essere fra vent'anni. Prima di tutto, non voglio aver perso i capelli, e non voglio avere troppa pancetta (sì, sono un po'vanitoso). Passando ad aspetti più seri, non voglio essere un taccagno, e non voglio essere un disilluso. A 40 anni spero di avere ancora dei sogni, dei desideri.


47-Libro preferito ed autore preferito? Perchè?
Il mio libro preferito è "Delitto e Castigo", di Dostoevskij. Perché? Perché quando ho finito di leggerlo l'ho chiuso e mi sono tremate le mani per circa cinque minuti: avevo proprio la sensazione di stringere il romanzo perfetto. Il mio autore preferito? Beh, sempre Dostoevskij, per il modo in cui è stato in grado di inquadrare tutte le sfaccettature dell'animo umano.


48-A che età ha iniziato a leggere? E con quale libro?
Ho iniziato a leggere molto presto, e per questo devo dire grazie a mia madre, che fin da piccolo mi ha avviato alla lettura. I primi "libri" di cui ho memoria erano i "Librottini", che contenevano storie della Disney illustrate. Il primo romanzo vero e proprio di cui ho memoria è invece un classico, "Il piccolo principe".


49-Progetti per il futuro?Un nuovo libro nel cassetto?
Sì, sto scrivendo un nuovo romanzo e sto correggendo un vecchio racconto lungo che vorrei proporre per la pubblicazione.


50-Che consiglio daresti agli autori che stanno leggendo questa intervista?
Continuate a leggere. La lettura è uno strumento che fornisce basi per interpretare il mondo che ci circonda. E poi, se vorrete passare allo step successivo (ossia, scrivere) non abbiate timore: fatevi coraggio.




 Grazie a Domenico Andrea per l'intervista!

giovedì 2 giugno 2016

Ascolta il mio silenzio, di L. Cassie [ANTEPRIMA]




Buongiorno! Fuori piove e non sembra affatto si stia avvicinando l'estate, e dunque cosa è meglio se non mettersi a leggere qualcosa? E proprio oggi esce Ascolta il mio silenzio di L. Cassie, che ho avuto il piacere di leggere quando era ancora self, troverete la recensione QUI. Insomma, ve lo consiglio assolutamente perché è un libro dolcissimo che fa molto riflettere su tante cose. 

Titolo: Ascolta il mio silenzio
Autore: L. Cassie
Editore: 13Lab
Genere: Rosa
Data di pubblicazione: 2 Giugno 2016
Prezzo: 13 € (cartaceo) acquistabile a questo link: http://www.13lab.it/ecommerce/home/46-ascolta-il-mio-silenzio.html


Trama: Succedono cose nella vita in grado di ferirci terribilmente, cose per le quali non sempre esiste una spiegazione. Accadono e basta. Jennifer, tutto questo, lo sa fin troppo bene. Sono passati quasi tre anni dal giorno in cui la sua vita è cambiata drasticamente. Nulla è mai più tornato come prima, nemmeno lei è la stessa di un tempo. Sì è chiusa a riccio, in un silenzio ostinato dal quale si sente protetta. In pochi sanno la sua storia, in molti la giudicano, la prendono in giro, l’allontanano. Nessuno vuole una “sfigata” come lei nella propria cerchia di amici, come se frequentarla fosse la peggiore delle condanne. Jennifer non può fare a meno di sentirsi di troppo, inadatta e fuori luogo. Si sente incompresa e diversa da tutti, o meglio... è così che gli altri la fanno sentire. È sola e ha paura di esserlo per sempre, ma un giorno alla sua porta si presenta Cedric, un ragazzo pronto ad aiutarla. Riuscirà a fidarsi di lui?

In bocca al lupo L. Cassie ♥ 

mercoledì 1 giugno 2016

Emiliano Petrone [INTERVISTA 50 SFUMATURE D'AUTORE]

1-Grazie per aver accettato l’intervista. Possiamo darti del tu?
Certamente e grazie a voi per avermi dato questa possibilità.

2-Spiegaci chi sei, che lavoro fai, cosa ami fare nella tua vita?
Mi piace definirmi fuori di testa. Faccio scherzi a chiunque (ma mai di cattivo gusto), ritengo che ridere sia uno dei doni più importanti che riceviamo ed è per questo che cerco sempre di far divertire chi mi sta vicino e quando ci riesco sono felice. Lavoro come tecnico informatico presso una società di consulenza. Nonostante le imminenti trentasei candeline sono un grande appassionato di videogame e sono felice di poter condividere (finalmente) questa passione con mio figlio di sei anni (l’altro ne ha solo due, quindi al momento può solo fare da spettatore). Adoro leggere e ovviamente scrivere, purtroppo i molteplici impegni mi permettono di dedicarmi più alla seconda rispetto alla prima. Dimenticavo: mi piace cucinare e lo faccio anche discretamente bene (a detta di amici e famigliari ma loro si sa, sono di parte.)

3-Dicono che i colori rivelano il carattere di una persona. Qual è il tuo colore preferito, e cosa può dirci di te?
A dire il vero non ho un colore preferito. Piuttosto ho un colore preferito per ogni situazione. Per fare un esempio mi piacciono le magliette nere (forse perché snelliscono…) e le automobili sportive nere. Anche i calzini li preferisco neri, ma questo non significa che sia il nero il mio colore preferito. Allora dico rosso…

4-Tre aggettivi per descriverti.
Ottimista, illuso, lunatico.

5-Cosa dicono di te gli altri?
Non gliel’ho mai chiesto. Bella domanda… spero che mi trovino simpatico e mi vedano come un burlone sempre pronto a tirare fuori qualcosa di strano dal cilindro. Una sorta di pagliaccio da strada. Se pensassero questo di me ne sarei molto felice.

6-Il giorno più bello della tua vita?
Posso dirne due? La nascita dei miei figli. Sono emozioni inspiegabili che non hanno eguali.

7-Una cosa che ti rende felice?
Sapere che dopo una settimana di lavoro arriva il week-end.

8-Tre persone che stimi?
Mia moglie perché nonostante le difficoltà mi è sempre vicina, mio padre e mia madre perché mi hanno insegnato che nella vita la famiglia è la cosa più importante che possa esistere.

9-Sei mai stato deluso/a?
Moltissime volte, ho perso il conto ormai. La cosa positiva è che dalle delusioni riesco sempre a estrarre la forza per ripartire.

10-Hai tatuaggi?
Sì, ne ho uno dietro la spalla sinistra. Un drago tribale di piccole dimensioni. Vista la sofferenza non credo che ne farò altri.

11-Cos’è per te la  scrittura?
Un modo per fuggire dalla realtà e vivere in mondi paralleli. Sarei felice di poterli condividere con i lettori.

12- A quali scrittori ti ispiri?
Ci tengo a precisare una cosa. Ho iniziato con due romanzi rosa (il secondo è ancora in fase di valutazione) e mi sono ispirato a Nicholas Sparks. Ora sto terminando il terzo romanzo, che sarà il primo di una trilogia thriller angelica e ovviamente ho preso spunto da altri scrittori. Quando ho raccontato il progetto che avevo in mente a un caro amico, lui mi ha prestato Angelology  e La città degli angeli, entrambi di Danielle Trussoni. Sono stati di grande aiuto per completare l’idea di partenza. Per il futuro ho progetti un pochino diversi, sempre nell’ambito del thriller/fantascientifico comunque e mi butterò su scrittori differenti.

13-Quando scrivi di notte o di giorno?
Non ho orari precisi. Spesso la mattina mi alzo in anticipo per poter scrivere un pochino (a mente fresca è tutto più facile) ma di solito mi ritrovo a scrivere la sera, quando i piccoli sono a letto. Indosso le cuffie, metto un genere musicale adatto al tipo di romanzo che sto scrivendo e parto per il viaggio.

14-Ti definisci uno scrittore impulsivo o riflessivo?
Nasco impulsivo ma adesso mi sto evolvendo verso una scrittura più riflessiva. Il primo romanzo l’ho scritto di getto (la prima stesura quanto meno), senza schemi. Poi durante le revisioni ho pianificato meglio e rivisto il tutto. Per il secondo invece ho programmato la trama con più cura prima di iniziare. Ora per la trilogia ho dovuto fare completamente un altro discorso poiché sarà una storia molto più lunga e quindi è stato importante pensare al secondo e terzo capitolo sin da subito. Questo mi ha costretto a ragionare sull’evoluzione dei protagonisti che porteranno avanti la trilogia a lunghissimo raggio, ho dovuto pianificare gli eventi più importanti di ogni singola storia e immaginare molteplici dettagli che torneranno di scena durante l’intera saga.

15-Scrivi a mano o al computer?
Computer.

16-Quando hai scritto il tuo primo libro?
Il primo è stato talmente faticoso (essendo appunto la prima esperienza in assoluto) che ho perso la nozione del tempo. È stato pubblicato a Febbraio del 2015 però, questo lo posso dire con certezza.

17-Da piccolo volevi fare lo scrittore?
Da piccolo volevo fare l’archeologo veramente e per essere più precisi l’egittologo. Poi però sono cambiate tante cose e ho preso una direzione più tecnologica. Chissà cosa sarebbe accaduto se avessi seguito “l’altra” strada. Mi pongo questa domanda spesso ed è proprio da qui che è nato “Da qualche parte oltre l’arcobaleno”. Dalle scelte che facciamo ogni giorno e che cambiano la nostra vita in maniera radicale.

18-Pensi che la scrittura possa trasformarsi in un lavoro?
Lo spero, ma non perché mi manchi il lavoro (ringraziando Dio). Il motivo è solo uno: potrei dedicare l’intera giornata a fare ciò che adoro.

19-Per scrivere ti prepari una scaletta? Se si poi la segui?
Dopo le prime due esperienze ho capito che (questo vale per me, non so per altri) per poter scrivere un romanzo e non dimenticare nulla c’è bisogno di avere una scaletta ben precisa. Personalmente creo anche delle schede dei personaggi con tutti i dettagli e il carattere, stilo un calendario degli eventi importanti e infine altre schede con i luoghi che torneranno maggiormente in scena durante il racconto.

20-Scrivi in ordine cronologico?
Sì.

21-Hai un luogo in particolare dove ami scrivere?
Ho un terrazzo molto bello a casa. Non ci sono palazzi di fronte ma soltanto una distesa verde che sembra infinita.  L’estate è meraviglioso aspettare il calare del sole per scrivere rilassati e ascoltare i suoni della natura… peccato che le zanzare non permettano questa meraviglia. Quindi di solito scrivo in casa, sul divano o sul tavolo davanti alla finestra che si affaccia sul terrazzo e sulla distesa verde che sembra infinita…

22-Parlaci dei tuoi libri/libro?
Il mio primo libro racconta la storia di un ragazzo che si ritrova ad aver perso tutto ciò in cui credeva: lavoro, compagna, sicurezza… sorriso. Si strugge all’idea di aver sbagliato “strada” e vive nel rimorso del suo passato. L’incontro con un vecchio amico di scuola, però, cambierà per sempre la sua vita e lo porterà verso una nuova realtà lontana da tutti.
Il secondo romanzo invece (come detto prima, in attesa di valutazione), è ambientato a Charlottesville in Virginia, nel 1976 e narra la relazione tra un ragazzo di campagna (Joshua Harper) e una fanciulla di ricca famiglia appena trasferitasi da Washington. Per questa storia mi sono ispirato molto ai racconti di Sparks.

23-Il tuo libro/libri sono auto pubblicati o editi?
“Da qualche parte oltre l’arcobaleno” è stato pubblicato da Lettere Animate.

24-Cosa pensi dei self?
Inizialmente il mio primo romanzo era destinato a essere un self. L’ho sempre immaginato come il primo esperimento di scrittura e anche se credevo nella storia raccontata, pensavo di non poter trovare un editore. Mi sbagliavo.

25-Cosa pensi di  chi paga per farsi pubblicare?
Non so che dire. Ho avuto molte proposte di questo tipo e le ho sempre rifiutate. Capisco che non è facile farsi pubblicare e la voglia di far leggere la propria creatura superi ogni pregiudizio in merito, però credo l’EAP sia solo un modo per succhiare sangue a chi ne ha già versato molto per scrivere il romanzo.

26-Per pubblicare con una grande CE serve avere delle conoscenze o ci si può arrivare solo con le proprie forze?
Ci sono molti casi di romanzi rifiutati da CE importantissime e poi esplosi. Ritengo che un romanzo veramente valido sia destinato al successo purché non ci si fermi al primo rifiuto. Si dice che Harry Potter fu rifiutato da ben dodici editori (alcuni anche famosi). Finché c’è vita…

27- Ami i social network? Per un autore sono croce o delizia?
Frequento molto i social e grazie a loro ho cercato di spingere la promozione del mio primo romanzo. Noi emergenti, pubblicati da piccole/medie CE (anche se devo fare i complimenti a Lettere Animate per la crescita degli ultimi tempi), dobbiamo fare i conti con la realtà e le difficoltà dell’attuale editoria, quindi i social sono un ottimo mezzo per farsi conoscere a mio avviso. Quanto meno per muovere i primi passi.

28- Com’è il tuo rapporto con i lettori?
Sono una persona che accetta le critiche, purché siano costruttive e non semplici offese all’opera. Per fortuna finora ho avuto sempre commenti positivi al mio romanzo, quindi ho rapporti buoni direi. Quando arriveranno quelle negative allora io vi cercherò e vi troverò… scherzo ovviamente.

29- Una domanda un po’ peperina, se una grossa casa editrice ti contattasse perché interessata a pubblicare qualcosa di tuo, ancora inedito, e ti dicesse che però dovresti stravolgere il tuo lavoro e fare un po’ come vogliono loro per riuscire a vendere più copie, tu accetteresti?

Viva la sincerità. Credo che accetterei. Sanno cosa “tira” in quel momento e dove soffia il vento a livello commerciale, perciò se l’idea va stravolta per attirare i lettori, probabilmente hanno ragione. C’è stato un momento in cui uscivano solo storie di vampiri e se volevi raccontare la storia della donna invisibile era importante che questa avesse una relazione con un vampiro…

30- Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione del tuo libro?
Ampliare il raggio d’azione. La promozione sui social ti permette di raggiungere tanti altri scrittori e quindi farsi acquistare da altri che stanno percorrendo la medesima strada. Servirebbe investire soldi per una promozione vera, forte e a lungo raggio ma non ho le risorse per poterlo fare, quindi aspetto di avere altre cartucce da poter presentare al pubblico e chissà, magari riuscire a fare un grande salto.

31- Quanto è importante secondo te la promozione per il successo di un libro?
Credo sia fondamentale.

32-Cosa consigli a una persona che si affaccia nel mondo della scrittura?
Di non farsi illusioni e volare basso anche se gli amici fidati che leggeranno per primi il romanzo gli diranno che è un capolavoro.

33-Cosa o chi ha ispirato la storia che hai scritto?
Emiliano Petrone ha ispirato il primo libro di Emiliano Petrone. Dentro c’è tanto della mia vita, un rapporto con l’ego spesso in conflitto sulle scelte da prendere. Un continuo chiedersi come sarebbe stata l’altra strada.

34- I personaggi sono reali o inventati?
I personaggi sono inventati.

35-Chi ti ha sostenuto in quest’avventura?
Mia moglie e qualche amico.

36--Ultimo libro letto?
Inferno di Dan Brown.

37-Che genere leggi?
Prediligo il thriller fantascientifico e gli horror, ma anche i romanzi rosa non mi dispiacciono. Non amo le biografie, i racconti pesanti, politici e che parlano di guerra.
38-Da cosa scegli un nuovo romanzo da leggere, non so copertina, trama, autore ecc.?
Da un paio d’anni a questa parte scelgo romanzi che si avvicinano alla storia che voglio scrivere o che sto scrivendo. Mi serve per entrare nel clima, trovare ispirazione vivendo racconti non per forza simili ma almeno dello stesso genere. Come detto prima, Angelology mi ha fatto instradare la stesura della nuova trilogia convincendomi ad azzardare su alcuni concetti. Questo non significa che sto creando un romanzo simile, ma che sicuramente si avvicina al genere considerando che narrerà di figure angeliche, Nefilim e religione, anche se vista in modo completamente diverso.

39-A quale autori non sai rinunciare?
Stephen King. Lo ritengo geniale, anche se il mio preferito in assoluto è Asimov.

40- Di cosa hai paura?
Di non dare un futuro tranquillo alla mia famiglia. Oggi è dura. Ho già passato indenne il fallimento della vecchia società per cui lavoravo, riuscendo a “passare” nella nuova che ne ha acquisito metà dei dipendenti. Non so cosa c’è dietro l’angolo e questo mi spaventa ma allo stesso tempo mi da la forza per non mollare.

41-Dove vorresti vivere?
Messico, in riva al mare.

42-Hai altri hobby oltre la scrittura?
Cucinare e giocare ai videogame.

43-Qual è il tuo sogno più grande?
Anche questa volta viva la sincerità. Mi piacerebbe che i miei romanzi diventassero pellicole e che io un giorno possa collaborare alla stesura della sceneggiatura.

44-Ti piacciono gli animali?
Non particolarmente. A casa abbiamo un coniglio nano che morde ogni cosa e abbiamo dovuto sistemarlo in terrazzo. Adesso quella è zona sua. A pensarci prima, visto il problema con le zanzare, avrei comprato un iguana così da poter scrivere sul terrazzo anche in estate.

45-Credi nella magia e nel paranormale?
Oh sì. Moltissimo, soprattutto nel paranormale. Adoro film e documentari sul genere.

46-Come ti immagini tra vent'anni?
Calcolando che i miei figli avranno 26 e 22 anni, mi vedo con più tempo libero a disposizione e con la voglia di rincorrere due marmocchi urlanti che ora sono grandi.

47-Libro preferito e autore preferito? Perché?
Asimov, Il ciclo dei robot. Comprendeva quattro romanzi (Abissi d’acciaio, Il sole nudo, I robot dell’alba e I robot e l’impero). Li lessi a diciotto anni, non ricordo in quale libro c’era la scena che sto per citare ma il modo in cui descrisse la pioggia vista e toccata per la prima volta da un ragazzo che viveva in una città completamente coperta, mi lasciò senza fiato.

48-A che età ha iniziato a leggere? E con quale libro?
Frequentavo le scuole medie, oltre ai classici come Marcovaldo, La Giara e il vecchio e il mare, lessi La stanza numero 13 di Robert Swindells. Rimasi folgorato dall’horror e divenni un grande appassionato del genere. Poi Asimov, con la sua fantascienza, mi diede il colpo di grazia qualche anno più tardi.

49-Progetti per il futuro?Un nuovo libro nel cassetto?
Terminata la revisione del primo racconto per la nuova trilogia, sono molto indeciso se tuffarmi subito sul secondo o virare su una storia ambientata in un futuro post apocalittico dove la terra si è appena ripresa da una guerra mondiale che ha ucciso oltre metà della popolazione. Le strade non sono più così affollate e il peggio sembra alle spalle ma una terribile minaccia, stavolta, potrebbe cancellare la razza umana del tutto.
50-Che consiglio daresti agli autori che stanno leggendo questa intervista?
Consiglio? Preferisco ringraziarli per il tempo che hanno dedicato a leggerla .


Grazie a Emiliano per l'intervista!



#Michele Sbriscia [INTERVISTA 50 SFUMATURE D'AUTORE]



1-Grazie per aver accettato l’intervista. Possiamo darti del tu?
Certo che si!
2-Spiegaci chi sei, che lavoro fai, cosa ami fare nella tua vita?
Mi chiamo Michele Sbriscia, ho 45 anni. Sono sposato con Lara e ho 2 figli, Giorgia di 13 e Matteo di 6 anni. Abito a Fano nelle Marche. Sono un tecnico elettronico e ho la fortuna di lavorare nel settore da oltre 20 anni. Mi piace praticare sport, anche se al momento non riesco per mancanza di tempo. Mi godo la mia famiglia e nei pochi minuti liberi della giornata cerco di leggere libri.
3-Dicono che i colori rivelano il carattere di una persona. Qual è il tuo colore preferito, e cosa può dirci di te?
I miei colori preferiti sono l’arancione e il giallo. Cosa significa?
4-Tre aggettivi per descriverti
Sincero, paziente e umile.
5-Come dicono di te gli altri?
Bisognerebbe chiederlo a Loro!
6-Il giorno più bello della tua vita?
Il giorno del mio matrimonio.
7-Una cosa che ti rende felice?
Vedere la mia famiglia felice.
8-Tre persone che stimi?
Mia moglie su tutti, poi un sacco di amici…
9-Sei mai stato deluso/a?
Certo che si, come tutti penso!
10-Hai tatuaggi?
No…
11-Cos’è per te la  scrittura?
La scrittura è stata un fulmine a ciel sereno. Non ho mai pensato o sognato di riuscire a scrivere un libro. Poi sono stato miracolato per un certo periodo di tempo e ne ho approfittato. A volte è dar voce a qualcosa di intimo che vive nelle parti più nascoste della propria anima. Altre volte è sognare e riuscire a mettere nero su bianco l’intera gamma di colori di questo meraviglioso mondo.
12- A quali scrittori ti ispiri?
Non ho la pretesa di ispirarsi a nessuno in particolare, ma quello che ammiro di più è il Magister Valerio Evangelisti.
13-Quando scrivi di notte o di giorno?
Di notte non ho mai scritto, non ne avrei le forze. Anche se spesso mi capita di avere delle idee mentre sono a letto e chiaramente la mattina seguente non ricordo più nulla. Scrivevo nelle sale di attesa delle stazioni ferroviarie, nel tragitto in treno in fogli A4 che poi saltuariamente riportava sul PC.
14-Ti definisci uno scrittore impulsivo o riflessivo?
In primis non mi sento neppure uno scrittore. Non credo di aver meritato questo meraviglioso titolo per aver scritto un libro. Quando scrivo sono comunque abbastanza riflessivo.
15-Scrivi a mano o al computer?
Scrivo sempre su foglietti, fogli riciclati per poi riportarli sul PC. Sono più immediati se dovesse arrivare l’ispirazione! Nella mia borsa c’è sempre un pezzo di carta o post-it e una penna!
16-Quando hai scritto il tuo primo libro?
L’Araba Fenice è stata scritta tra il 2007 e 2008.
17-Da piccolo volevi fare lo scrittore?
Sinceramente no, volevo fare il pompiere!
18-Pensi che la scrittura possa trasformarsi in un lavoro?
Non credo di essere così bravo.
19-Per scrivere ti preparo una scaletta? Se si poi la segui?
Non ho seguito nessuna scaletta. Avevo in mente un’idea e l’ho seguita. Scrivevo migliaia di appunti in foglietti, poi li riscrivevo al PC per non perderli.
20-Scrivi in ordine cronologico?
Ogni mio capitolo c’è luogo, data e orario in cui si svolge l’azione. Ma non l’ho scritto in ordine cronologico.
21-Hai un luogo in particolare dove ami scrivere?
Amavo scrivere nella sala d’attesa della stazione ferroviaria, ora purtroppo non prendo più il treno per andare a lavorare.
22-Parlaci dei tuoi libri/libro?
L’Araba Fenice, mia prima e unica opera, è nata dopo un’esperienza psico-fisico di forte impatto. Non la rivelerà perché è parte integrante del romanzo.
Ci sono 2 storie che scorrono parallelamente e sembrano non incontrarsi mai. Poi si congiungono e tutti i nodi vengono al pettine. La prima è ambientata in alcuni paesi dell’entroterra fanese ed è la parte più oscura e terribile. La seconda è ambientata a Fano, la mia città e narra le (dis)avventure di Andrea, un giovane neo imprenditore innamorato di Kari, ragazza tunisina giunta da poco nella cittadina. Avranno a che vedere con un terribile killer giunto dall’Africa e dovranno decifrare un antico mistero celato in un foglietto scritto col sangue dall’alchimista Cagliostro.
23-Il tuo libro/libri sono auto pubblicati o editi?
Il romanzo è edito da Lettere Animate,  una splendida realtà italiana in continua evoluzione!
24-Cosa pensi dei self?
Io ho sempre cercato una casa editrice che credesse nella mia opera e nelle sue potenzialità, per avere un riscontro da professionisti del settore. Questo non significa che tra i self non ci siano dei capolavori.
25-Cosa pensi di  chi paga per farsi pubblicare?
Sono totalmente contrario alla pubblicazione a pagamento!
26-Per pubblicare con una grande CE serve avere delle conoscenze o ci si può arrivare solo con le proprie forze?
Come nella vita di tutti i giorni, serve un po’ di tutto: talento, caparbietà, buona dose di fortuna e perché no, anche conoscenze.
27- Ami i social network? Per un autore sono croce o delizia?
I social sono molto importanti per fare marketing e farsi conoscere, soprattutto agli scrittori esordienti e specialmente ora che l’ebook sta avanzando nel mercato editoriale.
Personalmente frequento spesso facebook; mi piace molto postare contenuti extra, foto, segnalazioni, recensioni e quant’altro nel gruppo che ho creato riguardo il mio romanzo, gli amici della fenice.
28- Com’è il tuo rapporto con i lettori?
Sono molto timidi! Mi piacerebbe che fossero più curiosi e che facessero più domande. Sono anche molto attento alle recensioni che trovo online.
29- Una domanda un po’ peperina, se una grossa casa editrice ti contattasse perché interessata a pubblicare qualcosa di tuo, ancora inedito, e ti dicesse che però dovresti stravolgere il tuo lavoro e fare un po’ come vogliono loro per riuscire a vendere più copie, tu accetteresti?
Stravolgere no, magari qualche importante cambiamento si!
30- Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione del tuo libro?
Purtroppo per uno scrittore esordiente è molto difficile farsi conoscere. Dovresti frequentare assiduamente tutti i gruppi facebook che parlano di lettura, scrittura, scrittori esordienti e saperti promuovere nella maniera corretta. Dovrei diventare un marketing manager, ma sono solo un tecnico elettronico con poco tempo da dedicare alla promozione!
31- Quanto è importante secondo te la promozione per il successo di un libro?
È fondamentale! Ma per una promozione importante occorre avere un bel budget e un ottimo team che ti segue costantemente.
32-Cosa consigli ad una persona che si affaccia nel mondo della scrittura?
L’importante è saper scrivere, possibilmente bene e avere idee nuove. Non aver paura e non tener nascosto in fondo al cassetto il proprio testo. Non demordere, non demoralizzarsi, cercare sempre nuove opportunità. Se il lavoro vale, prima o poi qualcuno che crede in te lo si trova!
33-Cosa o chi ha ispirato la storia che hai scritto?
È stato un evento che ho vissuto personalmente. Tutto è cominciato cercando di fare una specie di diario per non dimenticare nulla dell’esperienza passata. Poi sono venute nuove idee e da li sono partito per scrivere un romanzo.
34- I personaggi sono reali o inventati?
I personaggi sono inventati, tranne Giove, il cucciolone di labrador di mio fratello Filippo, che salva la vita ad Andrea. E naturalmente il conte di Cagliostro, alchimista, mago e guaritore, rinchiuso nel forte di San Leo.
35-Chi ti ha sostenuto in quest’avventura?
Mia moglie sempre e comunque. Anche perché in pochi erano al corrente dell’esistenza del mio manoscritto.
36-Ultimo libro letto?
Ora mi sto dedicando alla lettura di scrittori esordienti come me. L’ultimo letto è “A un passo dalla vita” di Thomas Melis che consiglio vivamente per la capacità di scrittura. Ora sto leggendo un meraviglioso fantasy di Daisy Franchetto, intitolato “Dodici porte”.
37-Che genere leggi?
Preferisco gialli, thriller e polizieschi, ma amo anche i fantasy, magari con qualche riferimento storico.
38-Da cosa scegli un nuovo romanzo da leggere, non so copertina, trama, autore ecc.?
La cover è molto importante, ma la trama deve essere accattivante e interessante. Inoltre ho scoperto che ci sono un’infinità di bravissimi scrittori/scrittrici tra gli esordienti o emergenti italiani.
39-A quale autori non sai rinunciare?
Come scritto in precedenza, Valerio Evangelisti è il mio preferito tra gli italiani. E non so rinunciare a un poliziesco con Harry Bosch (personaggio creato da Michael Connelly).
40- Di cosa hai paura?
Quando diventi genitore, hai paura di tutto!
41-Dove vorresti vivere?
Abito già dove vorrei, assieme alla mia famiglia.
42-Hai altri hobby oltre la scrittura?
Il tempo è purtroppo sempre tiranno, ma quando ho un attimo mi rilasso facendo giardinaggio. Se avessi di nuovo tanto tempo, mi piacerebbe ritornare a rimettermi in movimento, magari di corsa. Ora gli unici ritagli di tempo, tipo pausa pranzo al lavoro o quanto tutti dormono, li dedico alla lettura.
43-Qual è il tuo sogno più grande?
Un immenso arcobaleno di pace in tutto il mondo. La pace è un mondo senza nessuna guerra, dove i bambini non muoiono di fame e sete. L’umanità intera che comincia a lavorare con semplicità per una giustizia totale e globale.
Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra.” Margherita Hack
44-Ti piacciono gli animali?
Mi piacciono, ma non ne ho. Quando sarò più grande mi piacerebbe diventare falconiere.
45-Credi nella magia e nel paranormale?
Illusioni...
46-Come ti immagini tra vent'anni?
In pensione che faccio il nonno. Mi viene quasi da ridere!!!
47-Libro preferito ed autore preferito? Perchè?
Valerio Evangelisti con Cherudek. È una storia inconsueta, articolata tra fantascienza, storia medievale, zombie, una nebbia perpetua e un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, appunto il Cherudek. Tutto sembra totalmente sconnesso, ma alla fine c’è il punto di incontro.
48-A che età ha iniziato a leggere? E con quale libro?
Ho iniziato a leggere da giovanissimo, però con i fumetti. Da Topolino all’Uomo Ragno, da Tex a Zagor, da Diabolik fino ad arrivare a Dylan Dog. I libri sono giunti dopo, alla fine della scuola superiore. Sinceramente non ricordo il primo letto, forse una libro di racconti del mistero di E.A. Poe.
49-Progetti per il futuro?Un nuovo libro nel cassetto?
Al momento cerco di dedicarmi a promuovere il primo romanzo, anche perché tra breve uscirà anche la versione cartacea. Spero che gli dia più visibilità! Il secondo romanzo è al momento solo un’idea di massima, ora ho solo voglia di leggere tanti altri libri.
50-Che consiglio daresti agli autori che stanno leggendo questa intervista?
Agli autori che cercano una casa editrice posso dire di continuare, insistere, non smettere mai di crederci. Se il lavoro è valido, prima o poi troveranno.

Agli altri invece, chiederei io dei consigli. Avranno sicuramente dei validi suggerimenti da passarmi!

Grazie a Michele per l'intervista!

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