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sabato 17 dicembre 2016

La cercatrice di sogni di Fabiola Danese [RECENSIONE]

Buongiorno carissimi lettori! Non sentite anche voi odore di buona lettura? Beh, se non lo sentite è perché non avete ancora letto La cercatrice di sogni di Fabiola Danese. 




Titolo: La cercatrice di sogni
Autrice: Fabiola Danese
Genere: fantasy
Editore: Butterfly Edizioni

TRAMA
Nyx ha diciassette anni e un nome greco che ricorda la notte e i suoi misteri. Da quando ha perso i suoi genitori vive con la sorella Eris che è tutto ciò che resta della sua famiglia e delle sue radici. Il suo migliore amico, Tris, è l'unica persona al mondo a conoscere il più grande segreto di Nyx: ogni notte, quando si addormenta, lei raggiunge le anime perdute e le accompagna verso il loro destino. A stravolgere l'equilibrio della sua vita arriverà Aries, un ragazzo dai magnetici occhi verdi che la segue dappertutto e nasconde dentro di sé lati oscuri che neppure ricorda di possedere. Tra sogni e visioni, amori difficili e amicizie sull'orlo del precipizio, Fabiola Danese racconta con grande maestria il mondo onirico che vive in ognuno di noi. Perché non c'è niente che l'amore non possa sconfiggere, neppure l'incubo più devastante.

Recensione: 

La scrittura di Fabiola è semplice e scorrevole, entriamo subito nella storia e ci affezioniamo ai personaggi che sa creare così bene. In particolar modo ho amato Tris, il miglior amico di Nyx, perché è sempre presente, in qualsiasi momento e per qualsiasi cosa, lui per Nyx ci sarà sempre. Mentre il personaggio di Aries mi è piaciuto meno, troppo lunatico forse. 

Nyx è una ragazza semplice, forse apparentemente viziata, ma buona e profonda. Nasconde un segreto che nemmeno sua sorella conosce. Un segreto che la porta ogni notte a raggiungere le anime perdute per condurle verso il loro destino. Sarà proprio durante queste sue avventure nei sogni delle persone che incontrerà un bambino molto particolare legato in qualche modo a lei e alla storia de Il Piccolo Principe. Qui non mi è ben chiaro il collegamento fra i due e il motivo per il quale si sentono legati l'un l'altra, sembra quasi che la cosa sia stata un po' forzata. Tutto sommato la storia è piacevole, e non mancheranno i colpi di scena. 


Buona lettura! 


venerdì 17 giugno 2016

Dimmi tre segreti di Julie Buxbaum [RECENSIONE]

Questo è un giorno dei più belli perché sto per parlarvi di uno dei libri più affascinanti che abbia letto in questo periodo. Immagino che molti di voi lo conoscono già. Sto parlando di Dimmi tre segreti di Julie Buxbaum. Esaltante, non trovate? Be', se ancora non lo avete letto dovete immediatamente rimediare, e non sto qui a raccontare storie: parlo sul serio. Se sognate anche voi un libro che sia fuori dagli schemi, che vi faccia battere forte il cuore, dal quale non riuscite a staccare gli occhi, bene ecco, questo è proprio il libro che fa per voi. Sapete bene che quando mi innamoro di un libro non so far altro che cantarne le lodi, dunque in questa recensione troverete solo pareri positivi. 


Titolo: Dimmi tre segreti 
Autrice: Julie Buxbaum 
Genere: Young Adult 
Editore: DeAgostini 

Il mio voto: 





Trama: 
Jessie ha sedici anni e una vita da schifo. O almeno così le sembra il giorno in cui lascia Chicago per frequentare il liceo più snob di Los Angeles. Ma proprio quando le cose si mettono male, riceve una mail misteriosa. Una mail in cui Un Perfetto Sconosciuto si offre di aiutarla a orientarsi nella giungla della nuova scuola, mantenendo però l’anonimato. Jessie è perplessa: si tratta di uno scherzo di cattivo gusto o qualcuno vuole davvero darle una mano? Il punto è che lei non è nelle condizioni di rifiutare un aiuto tanto generoso: sua madre è morta ormai da un paio di anni, e suo padre si è risposato, costringendola a trasferirsi dall’altra parte del Paese, in un posto che odia con un fratellastro che odia ancora di più. Ecco perché Jessie non può fare altro che fidarsi: presto, Un Perfetto Sconosciuto diventa il suo migliore amico, e lei decide che è arrivato il momento di incontrarlo. Ma, si sa, ci sono segreti che è meglio non svelare mai…

Devo ammettere che la DeAgostini mi sta sorprendendo; prima con Raccontami di un giorno perfetto, adesso con questo: Dimmi tre segreti. Due libri molto diversi eppure entrambi bellissimi. Quel genere di storie che non dimentichi facilmente, che ti scavano dentro prendendosi uno spazio tutto loro. Ecco queste due storie sono talmente belle che le leggerei milioni di volte, e forse è proprio per questo che ultimamente non faccio altro che andare alla ricerca di simili libri. Un po' perché li ho sempre adorati e un po' perché ora come ora si stanno perdendo molte delle cose essenziali della vita, mandando a farsi benedire qualsiasi insegnamento etico o morale. È proprio questo il punto. Innamorarsi di un libro come questo, in pieno regime "antimoralistico" in cui siamo caduti, può far solo sorridere e stare bene. Sì, perché con questo libro ho sorriso e mi sono piacevolmente stupita pagina dopo pagina, riscoprendo quei sentimenti tipici dell'adolescenza. Non posso dire di essermi immedesimata nella protagonista, mi assomiglia poco nonostante la passione per la lettura; ma in fondo l'ho amata sin da subito. È la tipica ragazza dolce e sensibile, ma molto solitaria, quel genere di ragazza che preferirebbe restartene chiusa in casa piuttosto che uscire. Ma il suo "rinchiudersi" in se stessa ha un motivo molto più profondo, legato alla scomparsa della madre e alla sua nuova vita in un'altra città, con una nuova matrigna e un fratellastro antipatico. Sarà grazie alle mail di Un Perfetto Sconosciuto che ritroverà mano a mano il sorriso. 

Si tratta di un romanzo dolcissimo e delicato, e voi sapete quanto io ami questo genere di romanzi; si muovono piano in punta di piedi e senza che capisci come, entrano dentro di te e non se ne vanno più via. In pratica ho apprezzato tutto di questo romanzo, i personaggi, l'ambientazione, la morale, la dolcezza che traspare. La scrittura è molto semplice, a tratti leggermente elementare,  ma è proprio questa semplicità a renderlo unico nel suo genere. Credo di aver già trovato quello che sarà il miglior Young Adult 2016! Non mi stupirebbe affatto se qualcun'altro la pensasse come me o se il romanzo, veramente, vincesse un simile titolo.  Certamente attendo le vostre opinioni! 
Buona lettura!


Valentina ♥


lunedì 18 gennaio 2016

Recensione: "Città di carta" di John Green


Dall'autore di Colpa delle stelle arriva un altro bellissimo romanzo: 

Città di carta 












Titolo: Città di carta
Autore: John Green 
Genere: Young Adult 
Editore: Rizzoli 

TRAMA:
Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un'inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all'improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un'avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l'ultima.


Città di carta è un romanzo da non sottovalutare. All'inizio, quando ho cominciato a leggerlo, subito alle prime pagine non mi incuriosiva più di tanto, e la protagonista femminile della storia, Margo Roth Spiegelman, mi sembrava una tipa viziata, che volutamente faceva del vittimismo. In effetti per gran parte del romanzo si lascia intendere proprio così, ma sono alcune e semplici frasi a farci capire il contrario. 



Ecco il brutto: da quassù non vedi la ruggine, la vernice scrostata, ma capisci che razza di posto è davvero. Vedi quanto è falso. Non è nemmeno di plastica, persino la plastica è più consistente. È una città di carta. Guardala, Q: guarda tutti quei viottoli, quelle strade che girano su se stesse, quelle case che sono state costruite per cadere a pezzi. Tutte quelle persone di carta, che si bruciano il futuro pur di scaldarsi. Tutti quei ragazzini di carta che bevono birra che qualche cretino ha comprato loro in quale discount di carta. Tutti rimbambiti dalla frenesia di possedere cose. Cose sottili e fragili come carta. E tutti altrettanto sottili e fragili. Ho vissuto qui per diciotto anni e non ho mai incontrato qualcuno che si preoccupasse delle cose che contano davvero.



Le città di carta non riescono a stare in piedi, non possono essere da fortificazione per una ragazza di carta, una ragazza che ha tutto e niente, una ragazza che sa che adattandosi resterà di carta, ma fuggendo alla realtà sarà di carta comunque. E allora come fare? Forse ripartire. Ricominciare. Tutto da zero. Da soli. Forse è l'unica scelta, quando alla fine non ti resta niente, se non te stessa. 



È che era l'ultimo filo. Un filo debole, lo so, ma era l'unico che mi fosse rimasto, e ogni ragazza di carta ha bisogno di almeno un filo, no? 



Quando restare è un po' come morire. Come spegnersi, giorno dopo giorno. 
Margo si sente tradita, dal fidanzato, dalle amiche, dai genitori stessi che non la capiscono e non riescono a starle accanto come lei vorrebbe. Per questo ha in mente di vendicarsi. Ma non è nemmeno la vendetta quello che cerca. Rendersi conto di quanto siamo fragili e vulnerabili per lei è un peso che non riesce a sostenere, comprendendo bene la sua stessa fragilità nell'ammetterlo decide che è il momento di andare, dove? 



Andrai nelle città di carta 
e non tornerai più indietro. 



Cosa significa questo messaggio? Cosa tenterà di fare Margo per se stessa, per gli altri? 
Quentin è forse il solo e l'unico a comprenderla, e forse, nemmeno lui più di tanto. Quando un barlume di speranza gli fa credere che forse nulla è perduto e tutto è sempre da vedere. 
I tempi verbali cambiano. Una cosa molto curiosa direi, della quale mi è completamente sfuggito il senso, sempre che un senso ce l'abbia e non faccia parte invece di un errore di traduzione. Le parti una e due sono descritte al passato, la terza parte invece, nonostante sia il continuo delle altre, è al presente e si riallaccia direttamente con il prologo, anch'esso al presente. 
Consiglio questo libro, a tutti, perché ognuno di noi ha bisogno di guardarsi dentro e di capire chi realmente è e di che cosa ha bisogno dalla vita, per poter resistere, per non essere più soltanto delle persone di carta. 










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