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mercoledì 27 gennaio 2016

#Intervista ad Annamaria Alboreo





 
1-Grazie per aver accettato l’intervista. Possiamo darti del tu?
Grazie a voi per avermi contattata. Certamente, il tu è meglio!

2-Spiegaci chi sei, che lavoro fai, cosa ami fare nella tua vita?
Quello che amo fare è scrivere, senza dubbio. Lavoro come impiegata da otto anni in una multinazionale. Nel tempo libero mi occupo della mia famiglia e faccio sport. La sera e nel weekend, invece, mi dedico ai miei romanzi.

3-Dicono che i colori rivelano il carattere di una persona. Qual è il tuo colore preferito, e cosa può dirci di te?
Non c’è solo un colore che preferisco in particolare, ma se dovessi fare una scelta vi direi il giallo, il colore del sole. Infatti nella vita cerco di essere sempre solare e positiva, nonostante i mille problemi che possono presentarsi.

4-Tre aggettivi per descriverti
Determinata, complicata  e generosa.

5-Come dicono di te gli altri?
Ne dicono tante... ma quello che mi sento dire spesso è che sono permalosa, ma allo stesso tempo una persona buona.

6-Il giorno più bello della tua vita?
Il giorno in cui è nato mio figlio, senza dubbio.

7-Una cosa che ti rende felice?
Trovare una nuova storia da raccontare attraverso le mie parole.

8-Tre persone che stimi?
Martin Luther King, Roberto Saviano e Valentino Rossi.

9-Sei mai stato deluso/a?
Tantissime volte... ma anche le delusioni servono, eccome!

10-Hai tatuaggi?
Nemmeno uno, ma in futuro chissà...

11-Cos’è per te la  scrittura?
La scrittura è la mia passione e vorrei potermi dedicare ad essa tutto il tempo. È un modo per esprimere me stessa e per raccontare qualcosa agli altri.

12- A quali scrittori ti ispiri?
Jeffery Deaver e Alessia Gazzola.

13-Quando scrivi di notte o di giorno?
Appena ho tempo, ma principalmente la sera.

14-Ti definisci una scrittrice impulsiva o riflessiva?
Decisamente impulsiva, mi piace seguire l’istinto.

15-Scrivi a mano o al computer?
Computer, ma tengo anche un quaderno dove buttare giù gli appunti.

16-Quando hai scritto il tuo primo libro?
Ho scritto “Ritorno a Roma” tra il 2009 e il 2010, ma vorrei aver iniziato molto prima!

17-Da piccola volevi fare la scrittrice?
No. Mi piaceva cantare, ma la mia voce non è affatto gradevole... :-)

18-Pensi che la scrittura possa trasformarsi in un lavoro?
È possibile, ma molto molto difficile.

19-Per scrivere ti prepari una scaletta? Se si poi la segui?
Quando inizio a scrivere un romanzo ho già in mente la storia e metto sempre giù degli appunti, ma puntualmente mi capita poi di stravolgere i “piani”.. è un po come se i miei stessi personaggi decidessero le loro sorti.

20-Scrivi in ordine cronologico?
Generalmente sì.

21-Hai un luogo in particolare dove ami scrivere?
Il mio divano.

22- Parlaci dei tuoi libri/libro?
Il mio primo romanzo è “Ritorno a Roma” e si potrebbe definire un fantasy perché tratta avvenimenti paranormali. Infatti sia la protagonista sia il personaggio secondario hanno “poteri” che permette loro di mettersi in “contatto” con i defunti. Dietro c’è la storia dei due personaggi femminili che si troveranno chiaramente collegate tra loro, ci sono colpi di scena sorprendenti, anche romantici, che creano uno stile particolare. Ho voluto ambientare la storia a Roma perché è una città che mi ha sempre affascinato e la amo profondamente, la considero come il luogo in cui si possono realizzare i sogni. La mia avventura da scrittrice è come fosse iniziata lì, anche se non fisicamente.
Il mio secondo romanzo è un thriller vero e proprio, “Verità apparenti” ha le stesse due protagoniste del primo, anche se la trama è completamente diversa. Di fatti non necessariamente bisogna leggere prima “Ritorno a Roma”. Questa volta la storia si svolge a Milano, la mia città. Stella e Silvia partono per la capitale lombarda con l’intento di fare una vacanza, ma il tutto verrà stravolto perché Silvia farà dei sogni (questo è il suo “potere”) che si scoprirà essere collegati a degli omicidi successi negli stessi giorni proprio a Milano. Stella invece, che ha la capacità di vedere e sentire la presenza dei defunti, avrà un contatto diretto con una delle vittime di questi omicidi. Incontreranno così il poliziotto che si occupa delle indagini e da lì la storia avrà un risvolto davvero inaspettato... e ora basta, altrimenti svelo tutto anche a chi non lo ha ancora letto.
“La rivalsa”, invece, è il mio terzo romanzo, uscito proprio quest’anno. Per me è una svolta. Questo perché è sempre dello stesso genere dei primi due, quindi caratterizzato dagli eventi paranormali, ma con dei personaggi nuovi. Ho amato scriverlo, forse perché nel frattempo sono “maturata” io come scrittrice ed ho per così dire uno stile diverso, tutto mio. Come i primi due non è certamente noioso, in quanto c’è di tutto: il mistero, una storia dietro la storia che ci porta indietro con il tempo, ben al 1925, una storia d’amore e la scelta che porta la protagonista a cambiare la sua vita.

23-Il tuo libro/libri sono auto pubblicati o editi?
Sono tutti editi, anche se con “Ritorno a Roma” ho provato prima l’autopubblicazione.

24-Cosa pensi dei self?
Il self è ormai un fenomeno che ha preso piede. Sono tantissimi gli autori emergenti che, seppur dotati di talento, non riescono a trovare un editore disposto a pubblicare le loro opere. Sono convinta che il self dia loro modo di farsi comunque conoscere ai lettori e di vedere realizzato il proprio sogno, che è anche il mio e cioè di vedere e tenere il proprio romanzo tra le mani. Se si ha un sogno è giusto inseguirlo, senza arrendersi mai.


25-Cosa pensi di  chi paga per farsi pubblicare?
Non condivido questa scelta. Preferisco di gran lunga il self.

26-Per pubblicare con una grande CE serve avere delle conoscenze o ci si può arrivare solo con le proprie forze?
Sicuramente se si hanno conoscenze si è avvantaggiati, ma come dicevo poco fa bisogna inseguire i nostri sogni e, se caparbi e dotati di talento, prima o poi sono convinta sia possibile arrivare alle grandi Case Editrici.

27- Ami i social network? Per un autore sono croce o delizia?
Non mi piacciono tutti, ma sicuramente aiutano un autore a farsi conoscere. Facebook ad esempio è pieno di gruppi e pagine dedicati ai libri, frequentato dai lettori appunto che cercano nuovi autori da scoprire.

28- Com’è il tuo rapporto con i lettori?
Per me è fondamentale ricevere opinioni, consigli e critici da chi i libri li “divora” e li vive! Quindi spero di avere sempre più contatti con le persone che dovessero appassionarsi alle mie storie e ai miei personaggi.

29- Una domanda un po’ peperina, se una grossa casa editrice ti contattasse perché interessata a pubblicare qualcosa di tuo, ancora inedito, e ti dicesse che però dovresti stravolgere il tuo lavoro e fare un po’ come vogliono loro per riuscire a vendere più copie, tu accetteresti?
Bella domanda, sì! Allora, se si trattasse di apportare delle modifiche costruttive al fine di migliorare la storia e i personaggi, perché no, anzi. Se invece si trattasse di stravolgere tutto, andando ad eliminare così anche il mio stile, allora il discorso cambia. Se non ci fosse più nulla di mio allora non sarebbe più di fatto un mio libro.

30- Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione del tuo libro?
Sicuramente la difficoltà più grande è determinata dalle grandi librerie. Questo perché difficilmente sono disposte a dedicare anche un piccolo spazio agli autori emergenti. Se non hai un editore abbastanza conosciuto non sono nemmeno disposti ad acquistare poche copie dell’opera.

31- Quanto è importante secondo te la promozione per il successo di un libro?
Sicuramente è determinante. Quanto più si riesce a fare delle presentazioni o a far parlare del proprio libro, tanto sarà più facile venderlo  e farsi conoscere.

32-Cosa consigli ad una persona che si affaccia nel mondo della scrittura?
Se la scrittura entra a far parte della vita di una persona, lascia comunque il segno. Non ci si sentirà mai più come prima, ti cambia in meglio. Se si sente davvero una vocazione per essa, allora consiglio di non abbandonarla mai, comunque vada. Se è destino che la scrittura diventi il nostro lavoro, verrà da solo, ma nel frattempo contribuirà ad arricchire l’anima dello scrittore.

33-Cosa o chi ha ispirato la storia che hai scritto?
L’ispirazione mi arriva da parecchi canali: dai miei familiari, amici e conoscenti. Mi arriva anche solo parlando con le persone e ascoltando cosa hanno da dire. Però vengo ispirata, se così si può dire, anche dai fatti di cronaca che tutti i giorni sentiamo ai telegiornali.

34- I personaggi sono reali o inventati?
Alcuni sono reali, ma la maggior parte inventati.

35-Chi ti ha sostenuto in quest’avventura?
La prima a motivarmi è stata mia sorella, ma di rimando tutta la mia famiglia crede in quello che faccio e nel mio sogno. Sicuramente la mia migliore e storica amica Sonia e poi la fan numero uno che è la mia mamma.

36-Ultimo libro letto?
L’ultimo libro che ho finito è “Confessioni” di Dario Lessa, uno scrittore e amico che ammiro molto. Approfitto per nominare la libreria di Dario, la Hemingway e Co. Che si trova nel cuore di Monza. Mi è tanto cara perché grazie a lui ho avuto l’opportunità di farmi conoscere e di incontrare tanti scrittori come me. Il lavoro prezioso di questa libreria è proprio quello di dare visibilità a noi autori emergenti.

37-Che genere leggi?
Sicuramente il thriller è il mio genere preferito, ma non sdegno nulla. Mi piace leggere da sempre e adoro scoprire nuovi autori.

38-Da cosa scegli un nuovo romanzo da leggere, non so copertina, trama, autore ecc.?
Sicuramente la copertina è quella che cattura per prima l’attenzione, ma mi baso molto anche su ciò che mi trasmette la trama.

39-A quale autori non sai rinunciare?
Jeffery Deaver e Alessia Gazzola.

40- Di cosa hai paura?
Dell’invidia altrui.

41-Dove vorresti vivere?
New York, senza dubbio. Mi ci trasferirei domani mattina :-).

42-Hai altri hobby oltre la scrittura?
Sì, da oltre un anno pratico un bellissimo sport: CrossFit. In Italia è ormai diventato molto conosciuto. Mi diverto tantissimo migliorando nello stesso tempo la mia salute e, cosa che non guasta, il mio aspetto. Sicuramente è uno sport che ti aiuta ad aumentare l’autostima, perché ti porta a superare i tuoi limiti e a migliorarti sempre di più. Questa positività, senza che tu te ne accorga, va a influenzare anche la tua vita in generale.

43-Qual è il tuo sogno più grande?
Fare della scrittura il mio lavoro a tempo pieno.

44-Ti piacciono gli animali?
Li adoro. Soprattutto gatti e cani. Ma uno dei miei desideri è sempre stato quello di comprarmi un cavallo.

45-Credi nella magia e nel paranormale?
Sì, ad entrambi. Il paranormale è parte integrante dei miei primi tre romanzi.

46-Come ti immagini tra vent'anni?
Bella domanda... la speranza è di essere una delle autrici in voga di una grande Casa Editrice...

47-Libro preferito ed autore preferito? Perchè?
Il libro preferito è “Se questo è un uomo” di Primo Levi, ma l’autore è Deaver, già nominato nelle domande precedenti. Motivo? È il più grande scrittore vivente al mondo di thriller e gialli!

48-A che età ha iniziato a leggere? E con quale libro?
Il primo libro letto che ricordo e che mi è rimasto dentro è proprio “Se questo è un uomo”. Avevo circa dodici anni.

49-Progetti per il futuro?Un nuovo libro nel cassetto?
Il progetto è quello di continuare a scrivere, quanto più possibile. Sto lavorando al mio quarto romanzo e lo adoro. Questa volta è un genere diverso dai primi tre, parla della storia di una giovane donna e la sua famiglia, con tanti segreti e colpi di scena.

50-Che consiglio daresti agli autori che stanno leggendo questa intervista?
Di mettersi in gioco, senza paura. Di scrivere quello che a loro piace, perché sono sicura sia questo il modo migliore per piacere anche ai lettori.



Grazie ad Annamaria per l'intervista!



martedì 26 gennaio 2016

Recensione: Convivenza Leggera… Matrimonio d’affari di Vanessa Vescera



 “E’ inutile dirlo un matrimonio è un investimento, l’amore può essere soppiantato dall’affetto e con una buona dose di attrazione fisica si riesce a far funzionare la coppia.”











Titolo: Convivenza leggera... Matrimonio d'affari
Autrice: Vanessa Vescera
Genere: Rosa
Prezzo: € 12,90
Pagine:162
Link all'acquisto --> ShopButterflyEdizioni


Sinossi:
Alicya è una donna che vive correndo, dividendosi tra lavoro, casa e ben due relazioni da costruire: una convivenza non troppo impegnativa con l'affascinante Raffaele e una storia duratura con il suo capo, l'affidabile Ugo. Il gioco, tuttavia, si rivelerà più intricato del previsto e, come sempre accade, il destino e la sua ironia metteranno il loro zampino, ponendo tra le mani di Alicya una terza carta da giocare.



Recensione:

Leggendo la trama di questo romanzo potremmo pensare che sia un libro poco impegnativo, che ci terrà compagnia un paio d’ore e niente più.
In realtà questa storia mi ha coinvolto in maniera inaspettata mi ha entusiasmata, divertita, commossa e mi anche fatto riflettere.
Alicya, è sì un’antieroina moderna, che non crede all’amore vero e soprattutto non vede nella sua vita un uomo solo, anzi cerca una persona che sia divertente, frizzante e passionale per vivere una convivenza leggera e poi un’altra che sia affidabile (economicamente), pacata e che le faccia fare una buona figura per un matrimonio d’affari.

“Non posso, e dico non posso, rifiutare un invito a cena dal mio futuro marito perfetto per l’uomo con cui sogno una convivenza leggera. Non posso farlo, questione di priorità.”

Alicya è una donna in carriera, è vicepresidente alla “Global Banking” ,ha studiato tanto per riuscire a ricoprire questo ruolo, è molto impegnata oltre che essere disordinata e ritardataria, per essere sinceri  non è affatto una donna di casa.
E’ sempre di fretta, e tra una cosa e l’altra si deve costruire un futuro amoroso, si divide tra Raffaele, un assicuratore prescelto per la sua convivenza leggera e il suo nuovo capo Ugo che vorrebbe far diventare il suo futuro marito, anche se lui ancora non lo sa.
Ugo viene definito come “un investimento sicuro”, un uomo brillante sul lavoro ma estremamente loquace, un po’ troppo per la nostra protagonista, ma per ottenere il risultato che si è prefissata deve cercare di sopportarlo e accettare alcuni suoi difetti.
Raffaele, lo definirei un decerebrato, dopo solo pochi mesi che stanno vivendo una relazione “intima” nel ben mezzo di una cena, dove Alicya si ritrova a dividersi tra i due uomini, le chiede di avere un bambino convinto da un articolo di giornale che ormai sia arrivata l’età giusta per diventare rispettivamente padre e madre.
Raffaele, a mio avviso, è un pazzo furioso che forse era meglio che stesse zitto invece di sputare delle cavolate, mentre Ugo  mi sembra un bamboccione noioso, lo immagino come un uomo alquanto viscido e magari anche peloso.
Gli uomini, come li definisce Alicya, sono “in via d’estinzione”, sono inaffidabili e soprattutto per la nostra eroina moderna, bisogna tenergli a distanza, non lasciarsi abbindolare  e coinvolgere troppo da loro.

“Sono inaffidabili, pensano che il cuore di una donna sia come una stanza da cui si può entrare e uscire a piacimento. Non commetterò di nuovo lo sbaglio di cedere le chiavi della mia stanza. L’amore, di qualsiasi tipo esso sia,uccide e lascia cicatrice profonde. Io ne possiedo già troppe per permettere a qualcuno di infliggermene altre.”
Ma un giorno tutto cambia perché la ragazza incontra l’aitante Ryan, un medico giovane e prestante,  che si ritroverà ad incrociare la strada della stravagante Alicya per una serie fortuita di eventi.
La protagonista del libro sembra avere sempre la battuta pronta, e  anche le idee piuttosto chiare sulle relazioni di coppia, ma in fondo è una ragazza che ha avuto alle spalle una vita dolorosa, un passato difficile e che si nasconde dietro questa sua stramba idea di amore a doppio senso perché ha paura di innamorarsi di nuovo e di rimanere delusa.

“Ho imparato da subito che le persone che amiamo sono frammenti che formano il nostro cuore e la nostra anima. Quando un solo frammento viene a mancare lascia un vuoto profondo e incolmabile, dove resta il ricordo che non basta a farti stare bene.”
Sarà Ryan l’uomo giusto?
Vanessa ha un modo di raccontare la storia che coinvolge da subito il lettore e lo rende partecipe come se stesse guardando un film al cinema, io mi sono ritrovata ad immaginarmi le scene che avrei potuto vedere.
Alicya è una donna come noi, che alla fine cerca l’amore vero quello che le fa battere il cuore, che la fa sognare e non pensare a nient’ altro e che forse quando lo trova non lo vuole riconoscere oppure non riesce a vederlo e se lo lascia scappare.
Questo romanzo mi ha coinvolto moltissimo, mi ha fatto sorridere, divertire, ridere, arrabbiarmi, riflettere e soprattutto tifare per il lieto fine di Alicya.
Consigliato!





venerdì 22 gennaio 2016

Scrittori emergenti al femminile [ANTEPRIMA]#1


Inauguriamo la nostra nuova rubrica delle segnalazioni al femminile eccone alcune per voi!

La Rosa Oscura di  Laura Martin Montagner

Vi presentiamo un paranormal romance/young adult di recente pubblicazione che ci incuriosisce molto ma andiamo subito a scoprire.




Titolo: La Rosa Oscura
Autore: Laura Martin Montagner
Pagine: 430
Genere: Paranormal Romance YA
Casa editrice: Editrice GDS (anno 2015)
Prezzo: eBook €3,49 cartaceo €17,90


Link acquisto:
http://www.amazon.it/rosa-oscura-Laura-Martin-Montagner-ebook/dp/B00SUEJL1W/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1445968895&sr=8-1&keywords=la+rosa+oscura
http://www.amazon.it/rosa-oscura-Laura-Martin-Montagner/dp/8867823906/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1445968895&sr=8-2&keywords=la+rosa+oscura
https://store.kobobooks.com/en-ca/ebook/la-rosa-oscura

Booktrailer:
https://www.youtube.com/watch?v=QaH5_tg3kXI




Sinossi:

Dopo l’improvvisa scomparsa dei genitori, la giovane Evelyn Morgan si trasferisce a Rosalynn Island, un’isola avvolta dal mistero, situata al largo dell’oceano Pacifico.
Lì incontra Declan Van Egon, un misterioso ragazzo dagli incredibili occhi verdi che con un solo sguardo riesce a sconvolgerla, ma che possiede anche un carattere e un comportamento indecifrabili a causa di un terribile segreto che nasconde nel proprio cuore. Da quel momento un susseguirsi di inspiegabili eventi porteranno la protagonista a scoprire segreti celati dalla sua stessa famiglia e a scontrarsi con creature sovrannaturali che mettono in pericolo la sua vita e quella dei suoi affetti.
Indagando tra amori contrastati e antiche leggende, Evelyn dovrà ricorrere a tutta la forza che ha dentro di sé e al potere innato che le scorre nelle vene per compiere infine un’ardua scelta, la quale può determinare le sorti di un'intera e potente dinastia.
Una dura ed epica battaglia tra il Bene e il Male sul filo di una temibile profezia


Biografia:

Laura Martin Montagner vive in un piccolo paesino in provincia di Treviso con il marito Gianluca e il suo adorato cagnolino Gigio, fonte di creative riflessioni. Ama molto leggere e si definisce una “libro-maniaca”; colleziona film, telefilm e anime giapponesi ed è appassionata di buona musica che, come musa ispiratrice, l’accompagna mentre scrive.
Nato da un’idea avuta in un giorno di pioggia e portato a termine con la collaborazione dell’amica Alice Stocco Donadello, una scrittrice che avuto esperienza come ghostwriter ed editor freelance, La Rosa Oscura è il suo primo romanzo.

Della stessa autrice è inoltre disponibile in e-book il racconto Bacio da un Incubo, inserito anche nell’antologia Dreamscapes - I racconti perduti Vol 2, entrambi editi da Editrice GDS.

Contro Tempo di Laura Pellegrini


"Una cascata di riccioli neri, due occhi scuri e profondi e una moto potente e rumorosa come unica amante. Marco viene dalla strada, da un quartiere violento e difficile che lascia i segni addosso più di mille schiaffi."






Titolo:Contro Tempo
Autore:Laura Pellegrini
Casa editrice:self
Genere: romanzo rosa
Pagine: 480
Prezzo: €2,99


Sinossi:

Una cascata di riccioli neri, due occhi scuri e profondi e una moto potente e rumorosa come unica amante. Marco viene dalla strada, da un quartiere violento e difficile che lascia i segni addosso più di mille schiaffi. Lui corre come se non ci fosse un domani e sa di essere il migliore. Vincere, non mostrare le proprie debolezze, non raccontare i propri cavoli agli altri: questo è il corretto modo di vivere, questo, l’unico modo che conosce per farlo.
Arrogante, scontroso, dispotico, usa le donne a proprio piacimento. Non ama, perché sa che l’amore altro non è che un’assurda perdita di tempo. Per lui gli uomini veri non ammettono debolezze e l’amore lo è per definizione. Ma la vita non si può controllare come una motocicletta. La vita a volte prende strade sconosciute, inerpicandosi per sentieri impervi che, come spesso accade, attraversano luoghi dimenticati, come i sentimenti. Così correre non basta più e nemmeno mentire.




Estratto:

“La strada come una pista, i lampioni che saettavano ai margini, le mani che gli dolevano mentre il tachimetro segnava i centotrenta chilometri orari in pieno centro urbano, ma il viso di lei era ancora lì, presente, ingombrante, come la consapevolezza che quello non fosse solo un malessere ma uno stato d’animo.
Decelerò, fino quasi a fermarsi. Aprì il casco e respirò a pieni polmoni l’aria fresca. L’avrebbe portata a casa e poi avrebbe fatto in modo di non rivederla più. Ci mancava solo che lei si innamorasse… No, avrebbe dato sfogo alle proprie pulsioni, l’avrebbe avuta per l’ultima volta e poi ognuno per la propria strada, come se nulla fosse mai successo e come era abituato a fare.”


 Una vita bizzarra di Elisabetta Villaggio 

Una vita bizzarra è un romanzo carico di emozioni in cui si racconta, con ritmo incalzante, gli eventi che scandiscono la vita di Rosa, protagonista indiscussa della narrazione, uniti alle vicissitudini che coinvolgono la sua famiglia e Benedetta, la sua “migliore amica”.Fanno da cornice alle vicende personali della protagonista, le lotte giovanili degli anni ’70, l’impegno politico e la voglia di cambiare il mondo che le generazioni di quegli anni hanno avuto come segno distintivo.
La Prefazione di Paolo Villaggio, dall’inconfondibile tono ironico, rappresenta il tocco finale per un’opera di indubbia qualità.




Titolo:  Una vita bizzarra 
Autore:Elisabetta Villaggio 
Casa editrice: Città del Sole Edizioni (19 febbraio 2014)
Prezzo cartaceo: € 12,00
Prezzo ebook: € 3,99 
Pagine: 212 




Sinossi:

1969. Rosa è una bambina di dieci anni che vive in Veneto, a Pieve di Cadore. 
Con la famiglia e il fratello si trasferisce a Roma dove i genitori, dopo mille insistenze della madre che vuole lasciare il paese in mezzo alle montagne per andare a vivere in città, hanno trovato lavoro come portinai di un palazzo nel quartiere Parioli.
Benedetta vive nell’attico, è figlia di un noto psichiatra di grande apertura mentale. Rosa e Benedetta sono in classe insieme e diventano subito amiche per la pelle. Rosa così comincia a fare i primi passi in un mondo a lei sconosciuto, dove la cultura , la raffinatezza e quella vita elegante sono ben lontani dalla tristezza della sua povera casa del portierato, dove spesso, la madre deve combattere con un marito che non è riuscito ad adattarsi a quella nuova vita. Adele, per far quadrare i conti, fa sempre più spesso lavori di sartoria ed insegna a Rosa a cucire la quale, però, appena ne ha la possibilità, scappa a casa della sua amica.
Con Benedetta, Rosa passa tutta la sua adolescenza, il motorino, i primi baci, le prime feste in una Roma effervescente e densa di cambiamenti che si trasformeranno ben presto  in eroina e scontro politico.  La famiglia di Rosa, non regge l’impatto con la grande città. Il padre incomincia a bere e il fratello  si ribella, diventando di estrema destra e incominciando a farsi. Adele, malgrado i sensi di colpa, continua con caparbietà a tenere insieme la famiglia, mentre Rosa appena può, si rifugia in casa di Benedetta e con lei parte alla scoperta del mondo. La lotta politica, i primi viaggi, i primi amori, tutto con lo sfondo di una Roma anni ’70 prima e poi quella degli anni’80. 
Dopo una serie di fatti tragici le due amiche si dividono. Rosa abbandona Roma per Londra e si lascia dietro di sé tutto quel che  di negativo c’era stato nella sua vita. A Londra, Rosa tenta di fare la stilista di moda, ma le ansie e le terribili vicissitudini delle persone a lei care hanno lasciato il segno. Cade in depressione, non riesce più a lavorare, si trascina tra bar e discoteche ubriacandosi fino all’alba, avendo incontri occasionali con chiunque, perdendosi nel nulla pur di non pensare. In una di quelle sere incontra Marianne, una donna particolare che le cambierà la vita.
Dopo vent’anni, quando le loro vite avranno preso una piega diversa e i loro ruoli si saranno capovolti, Rosa e Benedetta si incontreranno nuovamente per scoprire se l’amicizia di un tempo esiste ancora.



  

Dalla quarta di copertina…”Rosa Furlan era arrivata a Roma all’inizio dell’autunno del 1969.Pochi mesi prima l’uomo aveva conquistato la luna e l’aria che si respirava nel mondo era che tutto,o quasi,potesse essere possibile.”



Biografia

Elisabetta Villaggio ha studiato Filosofia all’Università di Bologna e Cinema e Televisione a Los Angeles al USC (University of South California)
Ha lavorato in televisione come assistente alla regia, regista, autrice e consulente per programmi Rai, Mediaset, la7. 
Ha realizzato due cortometraggi. Uno dei due, “Taxi”, è stato selezionato alla Mostra del Cinema di Venezia. 
Ha scritto alcune sceneggiature e ha diretto il film  “Luna e le altre”. 
Ha realizzato il documentario “Paolo Villaggio: mi racconto” selezionato all’ArtDocFest di Roma nel 2010
Insegna alla RUFA (Rome University of Fine Arts) nel dipartimento di cinema.
Collabora e ha collaborato con alcuni giornali e riviste cartacee e on line
Ha scritto il testo teatrale “Marilyn, gli ultimi tre giorni” che ha vinto il premio Donne e teatro XI edizione come Opera Prima ed è stato pubblicato da Borgia.  
Ha curato la regia dell’opera teatrale Marilyn gli ultimi 3 giorni in scena nella stagione 2011-2012
Ha scritto il saggio “Marilyn: un intrigo dietro la morte” pubblicato da Bonanno Editore ottobre 2012
Ha curato la regia dell’opera teatrale “Marilyn un intrigo dietro la morte” in scena a dicembre 2012
Ha scritto la mise en scene “Io sono Virginia” in scena da maggio 2013
Ha scritto il romanzo “Una vita bizzarra” pubblicato ad ottobre 2013 da Città del Sole Edizioni che ha ricevuto il Premio Anassilaos alla narrativa.
Dicembre 2014 pubblicazione del testo teatrale “Marilyn gli ultimi 3 giorni” edito da Panesi Edizioni.




***BUONA LETTURA***

mercoledì 20 gennaio 2016

#Intervista a Monica Gabellini






1-Grazie per aver accettato l’intervista. Possiamo darti del tu?
Grazie a voi. Certo che possiamo darci del tu.

2-Spiegaci chi sei, che lavoro fai, cosa ami fare nella tua vita?
Ho 42 anni, sono sposata e mamma di due ragazze.  Dopo gli studi di ragioneria ho cominciato quello che è ancora adesso il mio lavoro da impiegata in un ufficio, ma la vera passione sono la lettura e il punto croce.

3-Dicono che i colori rivelano il carattere di una persona. Qual è il tuo colore preferito, e cosa può dirci di te?
Non posso dire di avere un vero e proprio colore preferito. Molto dipende anche da come mi sento. A volte preferisco le tonalità più scure, altre volte ho voglia di luce. Se proprio devo scegliere dico il viola. Cosa dice questo di me? Ho paura di scoprirlo. Probabilmente ho un umore un po’ ballerino.

4-Tre aggettivi per descriverti
Timida, pigra e golosa.

5-Come dicono di te gli altri?
Sicuramente mi trovano un po’ strana, perché sono molto introversa e parlo pochissimo.

6-Il giorno più bello della tua vita?
In realtà sono due: la nascita delle mie bimbe.

7-Una cosa che ti rende felice?
Me ne sono venute in mente seicento nel giro di pochi secondi, ma la prima a cui ho pensato è la pizza.

8-Tre persone che stimi?
I miei genitori e mio marito.

9-Sei mai stato deluso/a?
Troppe volte.

10-Hai tatuaggi?
No, sono stata a un passo dal farlo a vent’anni ma poi ho rinunciato. Mi ero disegnata un ramoscello di edera che volevo farmi tatuare partendo dal piede per poi arrampicarsi sulla caviglia.

11-Cos’è per te la  scrittura?
Uno sfogo e un modo per estraniarmi dalla realtà. E’ fantastico poter creare un mondo tutto tuo e far fare ai tuoi personaggi quello vuoi, anche se alcuni di loro riescono a prendere il sopravvento, a volte.

12- A quali scrittori ti ispiri?
Ispirarmi è una parola grossa, ma adoro Jane Austen e Stephen King.

13-Quando scrivi di notte o di giorno?
Quando c’è l’ispirazione e, soprattutto, il silenzio in casa.

14-Ti definisci una scrittrice impulsiva o riflessiva?
Io direi impulsiva perché, anche se poi sto a ricontrollare meticolosamente, quando scrivo butto fuori tutto di getto.

15-Scrivi a mano o al computer?
Prendo appunti su un quaderno per annotarmi alcune idee, ma le storie le scrivo a computer. Ho provato a buttare giù qualcosa a penna, ma tra correzioni, aggiunte e cancellature, frecce per spostare frasi … un caos! Senza tener conto della mia pessima calligrafia. A distanza di due giorni non saprei più decifrare quanto scritto.

16-Quando hai scritto il tuo primo libro?
Il primo testo che posso definire libro risale a circa sei o sette anni fa. Prima di allora ho scritto qualche poesia e alcuni racconti.

17-Da piccola volevi fare la scrittrice?
Non mi è mai passato per la testa e, ora che ci penso, mi chiedo come mai.

18-Pensi che la scrittura possa trasformarsi in un lavoro?
Sarebbe fantastico, ma non penso sia possibile. Per ora rimane solo un sogno.

19-Per scrivere ti preparo una scaletta? Se si poi la segui?
In genere parto con un’immagine che ho nella testa e scrivo fino a che riesco a seguire un filo. Poi metto giù una scaletta con le cose che potrebbero/dovrebbero accadere più avanti. La seguo? See, come no! Ci provo ma spesso comincio a prendere delle direzioni che mi portano da tutt’altra parte e allora, prima di spegnere il pc, aggiorno anche la scaletta. Ogni volta va a finire così.

20-Scrivi in ordine cronologico?
In genere sì. Poi magari capita di dover tornare indietro a sistemare qualcosa, penso sia normale.

21-Hai un luogo in particolare dove ami scrivere?
No, passo dal tavolo al divano o al letto. Non importa dove sono, basta che ci sia tranquillità.

22-Parlaci dei tuoi libri/libro?
Il primo romanzo pubblicato è “Fidati di me” un giallo/rosa. In poche parole, parla della studentessa Giorgia e dell’investigatore Daniele. Dopo un lutto che colpisce entrambi, lei viene adottata da una ricca famiglia, mentre lui cerca in tutti i modi di scoprire le cause che hanno portato la sorella alla morte. Le sue ricerche lo porteranno da Giorgia che, non riuscendo a integrarsi nella nuova famiglia, scappa di casa per rifugiarsi da lui.
L’altro è “Datemi un sogno in cui vivere” , in pratica una storia nella storia. Nel senso che all’inizio si parla di Mattia che vuole regalare alla fidanzata Claudia un racconto scritto apposta per lei. I capitoli di questo racconto si alternano alle vicende della coppia, finché per un misterioso motivo la ragazza finisce dentro la storia scritta da Mattia. Lei tenta di viverla da spettatrice ma alla fine non ce la fa e si gode la sua storia d’amore con il bel protagonista, anche se le cose non andranno come aveva pianificato.

23-Il tuo libro/libri sono auto pubblicati o editi?
Il primo è edito da Libromania in versione ebook. A breve lo autopubblicherò nella versione cartacea.
L’altro è nato da self.

24-Cosa pensi dei self?
Magari li avessi scoperti prima! Devo essere sincera li ho sempre snobbati, finché iscrivendomi nei vari gruppi su facebook sono entrata in contatto con alcuni di loro. Ho trovato autori eccezionali che davvero non capisco come possano essere stati rifiutati dalle CE. Io stessa non ho mai preso in considerazione l’idea di autopubblicarmi, fino a che non ho avuto la prima esperienza di pubblicazione con “Fidati di me”. Non posso lamentarmi di Libromania, ma mi sento le mani legate perché ho dovuto accettare una copertina che non mi piace, non posso decidere di promuovere il mio libro, loro hanno i diritti sull’ebook ma si prendono un anno di tempo per decidere se stamparlo oppure no. Quindi ho dovuto aspettare un anno per riavere i diritti sul cartaceo e ora finalmente me lo posso pubblicare. Va da sé, che con il secondo romanzo sono partita direttamente da self.

25-Cosa pensi di  chi paga per farsi pubblicare?
Il desiderio di vedere realizzato un proprio sogno a volte è tanto forte che ti spinge a fare cose senza riflettere. Uno si aspetta che la cosa più difficile sia scriverlo il libro, non pubblicarlo e improvvisamente, felice di avere in mano un manoscritto, si scontra contro una fila di porte chiuse. E’ una sensazione bruttissima e capisco chi cede. D’altro canto non perdono chi si approfitta in questo modo delle persone, prima spennandole poi illudendole di farle arrivare nelle librerie per poi abbandonarle. Già sappiamo tutti quanto sia difficile promuoversi, se parti da una EAP sai già in partenza che i tuoi ostacoli saranno tre volte più alti, andando incontro anche ai pregiudizi dei lettori e degli altri autori.

26-Per pubblicare con una grande CE serve avere delle conoscenze o ci si può arrivare solo con le proprie forze?

Bella domanda! Certo, se hai le conoscenze giuste, puoi fare quasi tutto, ma non penso che siano indispensabili per riuscire a farsi pubblicare. Il loro lavoro consiste nello scovare talenti e non vedo perché dovrebbero farsene scappare uno solo perché non è raccomandato. E’ nel loro interesse.

27- Ami i social network? Per un autore sono croce o delizia?
Ci passo tanto tempo, troppo. Sono sia croce che delizia per gli autori, perché se da una parte sono indispensabili per farsi conoscere, dall’altra tolgono un sacco di tempo.

28- Com’è il tuo rapporto con i lettori?
Domanda successiva? A parte qualche amico/parente, non so chi siano i miei lettori. Pur avendo una pagina autore, nessuno finora si è fatto vivo dicendomi “Ciao, ho letto il tuo libro”. Solo una persona, quando ho condiviso una recensione, ha ammesso di esserne l’autrice.

29- Una domanda un po’ peperina, se una grossa casa editrice ti contattasse perché interessata a pubblicare qualcosa di tuo, ancora inedito, e ti dicesse che però dovresti stravolgere il tuo lavoro e fare un po’ come vogliono loro per riuscire a vendere più copie, tu accetteresti?
Tocchi un tasto dolente. Sono disposta ad accettare suggerimenti, soprattutto da chi si presume se ne intenda, ma dipende da quanto si debba stravolgere. Prima di pubblicare Fidati di me, avevo contattato una CE che, letta la sinossi, aveva mostrato interesse a patto di riscrivere la storia per apportare migliorie. Io sono d’accordo anche se il dubbio mi assale: come fanno a dirmi che devo riscriverla se ancora non l’hanno letta? Io abbasso la testa e ascolto i suggerimenti. Alcuni sono interessanti, ma quando mi si dice che devo cambiare l’assassino mi impunto e salta tutto.  

30- Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione del tuo libro?
Il problema più grande è  che nei vari gruppi di facebook ci sono più scrittori che lettori. Anche loro comprano, come io compro loro, ma siamo in troppi e riuscire a farsi notare è un’impresa ardua.  Non posso lamentarmi delle vendite, ma mi piacerebbe ricevere qualche commento. E’ frustrante sapere di avere venduto dei libri ma non sapere cosa ne pensa chi li ha letti. Sono arrivata al punto di desiderare commenti negativi, pur di avere l’opinione di qualcuno.

31- Quanto è importante secondo te la promozione per il successo di un libro?
E’ indispensabile, a meno che non ti chiami Rowling o King (oppure D’Urso o Schettino, visto come vanno le cose in Italia).

32-Cosa consigli ad una persona che si affaccia nel mondo della scrittura?
Di non perdersi d’animo davanti a un rifiuto e di non cedere alla tentazione di scrivere per piacere agli altri.

33-Cosa o chi ha ispirato la storia che hai scritto?
L’ispirazione per “Fidati di me” mi è venuta dopo aver letto L’abbazia di Northanger  di  J. Austen.  Mi piaceva la situazione della ragazza “costretta” a vivere  con un semi-estraneo, solo che poi mi serviva un buon motivo per  far trasferire la protagonista e da storia d’amore si è trasformato in un giallo, mantenendo la storia romantica.
"Datemi un sogno in cui vivere" è stato scritto partendo da un'idea: "e se una persona potesse vivere il proprio romanzo preferito?" Volevo usarne uno esistente ma poi ho preferito scrivere io un semplice racconto che potessi modificare a seconda delle esigenze. Così è nato anche il racconto (nel racconto) "piccola stella" ispirato alla canzone di Ligabue "piccola stella senza cielo". 

34- I personaggi sono reali o inventati?
Tutti inventati.

35-Chi ti ha sostenuto in quest’avventura?
Mio marito. Io scrivevo solo per me, è stato lui a spingermi a tentare la pubblicazione.

36--Ultimo libro letto?
L’ultimo terminato è “Quanto ti ho odiato” di Kody Keplinger ma ora ho quasi finito “Allegiant” di Veronica Roth.

37-Che genere leggi?
Qualsiasi cosa. Perfino gli ingredienti dello shampoo mentre sono in bagno :-D

38-Da cosa scegli un nuovo romanzo da leggere, non so copertina, trama, autore ecc.?
L’occhio vuole la sua parte, anche se ultimamente ho come la sensazione che ci siano troppe copertine simili. Spesso faccio confusione tra i titoli proprio perché alcune sono quasi identiche. Ultimamente scelgo romanzi scritti da autori/autrici che ho conosciuto su fb, leggo le nuove uscite di Stephen King a prescindere, romanzi da cui sono stati tratti film e poi vado a caso (per il passaparola o per promozioni). Diciamo che in primis scelgo in base alla trama, poi all’autore e la copertina è proprio l’ultima cosa che mi interessa, anche se so che a volte serve a catturare l’attenzione.

39-A quale autori non sai rinunciare?
Stephen King.

40- Di cosa hai paura?
Io sono una fifona patologica. Ho paura di qualsiasi cosa, ma quello che mi terrorizza di più è parlare in pubblico e i ragni.

41-Dove vorresti vivere?
Sono un tipo solitario e amante del freddo quindi ti posso dare una sola risposta: in una baita sperduta tra le montagne, con un bel camino. Panorami mozzafiato, aria pura, fresco anche d’estate e tanta pace. Sono in estasi solo a pensarci.

42-Hai altri hobby oltre la scrittura?
La lettura e il ricamo a punto croce. Tutte passioni che mi stanno rovinando occhi e schiena, ma ne vale la pena.

43-Qual è il tuo sogno più grande?
Difficile dirlo. Forse, al momento, quello di poter fare della scrittura un lavoro a tempo pieno.

44-Ti piacciono gli animali?
Sì, tanto. Adoro i cani di grossa taglia anche se al momento non ne ho. In casa ho invece una coniglietta di nome Lola.

45-Credi nella magia e nel paranormale?
Purtroppo no. Mi ci perdo con la fantasia, ma non ci credo.

46-Come ti immagini tra vent'anni?
Non riesco a immaginarmi tra vent’anni. Come potrei essere? Spero nonna, ma vecchia? Noo, sono sempre una ragazzina dentro di me e, acciacchi a parte, le cose non credo cambieranno molto.  

47-Libro preferito ed autore preferito? Perchè?
Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Mi è stato regalato quando avevo poco più di 10 anni e l’ho sempre tenuto da parte, non sapendo di avere tra le mani un classico. Poi mi sono decisa e sono rimasta folgorata. Nonostante le mie preferenze fossero per storie più moderne, Liz e Darcy mi hanno conquistata e rimane uno dei pochi romanzi che abbia letto più di una volta.

48-A che età ha iniziato a leggere? E con quale libro?
Difficile ricordarselo. So che intorno da piccolissima avevo una collezione di “Fiabe sonore” con il 45 giri che ascoltavo, leggendo a voce alta. Cenerentola e Biancaneve le sapevo a memoria. Avevo anche altri libri con favole dei fratelli Grimm, fiabe russe, alice nel paese delle meraviglie, un bellissimo volume illustrato di Pinocchio, il mago di oz. Ecco, forse quest’ultimo posso dire che è stato il mio primo vero libro, letto verso i 10 anni.

49-Progetti per il futuro?Un nuovo libro nel cassetto?
Ho ancora il mio primo romanzo nel cassetto, che continuo a rimaneggiare. Non so perché, non sono mai soddisfatta di questo lavoro. Poi tante idee che spero diventeranno storie.

50-Che consiglio daresti agli autori che stanno leggendo questa intervista?
Di non smettere mai di credere nei propri sogni: se non ci crediamo noi come possiamo pretendere che ci creda qualcun altro? E continuate a leggere, leggere, scrivere e ancora leggere.



Grazie a Monica per l'intervista!



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